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Vincenzo De Giorgio nasce a
Scurcola Marsicana nel 1864 e quì muore nel 1948. Di famiglia agiata, (il
padre Benedetto era medico condotto), il giovane musicista compì i propri
studi musicali presso il Conservatorio San Pietro a Maiella di Napoli, dove
ebbe come insegnanti gli illustri Beniamino Cesi e Cesare Martucci per il
pianoforte, e celeberrimo Manuel Patricio Rodrìguez Garcia per il canto.
A Napoli egli entrò a far parte
dell'importantissima scuola napoletana, una scuola di fama internazionale
per la lunga tradizione vocale e per i tanti nomi di artisti che qui a
Napoli vennero per arricchirsi e per arricchire: Rossini, Donizetti,
Rossomandi, Tosti. Una Scuola pure importante per la tradizione pianistica
fondata da Thalberg sul principio del pianoforte che canta. Di entrambe
queste tradizioni il De Giorgio fu un interprete consapevole.
Il Maestro, subito dopo aver
concluso gli studi, iniziò a dare concerti in Italia: a Napoli e a Firenze
sopratutto. In questi concerti, che presentavano programmi nutriti, (Chopin,
Liszt, Beethoven, Rossi, Rameau, Thalberg, Schumann) egli diede prova non
solo della maturità tecnica raggiunta, ma anche delle raffinate capacità
interpretative. La fama del De Giorgio, però, non è legata alla sua attività
concertistica, bensì al suo lungo e meticoloso lavoro di insegnante di
pianoforte e, in particolar modo, di canto.
Nel 1891, infatti, il Maestro
pubblicò a Napoli la sua unica opera scritta, il libro Canto e Cantanti:
una guida che si rivelò preziosissima per i giovani cantanti, in cui erano
concentrati consigli sia di natura tecnica sia di natura artistica da tenere
a mente nel corso degli studi. Il libro era anche pieno di osservazioni
perspicaci e puntuali, frutto sicuramente dell'esperienza e della formazione
del giovane. Musicisti, cantanti e insegnanti di fama internazionale
scrissero a De Giorgio per complimentarsi della sua opera: il baritono
austriaco Joseph Kaschmann, il baritono italiano Mattia Battistini, il
tenore italiano Angelo Masini, il baritono francese Victor Maurel, il
soprano italiano Erminia Borghi Mamo, il contralto italiano Barbara
Marchisio, tanto per citarne alcuni.
Nel 1898 Vincenzo De Giorgio
decise di compiere un viaggio in Australia e da questa terra, così lontana
geograficamente e culturalmente dalla propria, restò affascinato, tanto che
decise di stabilirvisi per svolgere la propria attività. Nel 1901 il libro
fu pubblicato anche nel giovane continente e nello stesso anno ad Adelaide
il Maestro fondò una scuola intitolata al genio italiano Giuseppe Verdi, che
chiamò appunto Società Lirica Giuseppe Verdi. In questa scuola il musicista
si occupò della formazione di giovani cantanti destinati all'Opera e offrì,
finalmente, all'Australia la possibilità di avere un centro di formazione
per giovani musicisti e di rendersi indipendente dall'Europa e dall'America
nella rappresentazione delle opere musicali.
Di lì a qualche anno il
musicista italiano si trasferì a Sydney, dove trovò un ambiente più
prolifico per il suo lavoro. Tanti sono gli allievi che egli preparò e formò
nei trenta anni di soggiorno australiano. Tra questi si ricordano: il
soprano Bessie Blake, il mezzo contralto Jessie Bartlett, il mezzo contralto
Annie Mills, il soprano Gwen Selvs che, durante la sua tourneè europea, alla
sala "Old Vic" di Londra fu richiamata una seconda volta sul palcoscenico
dagli applausi di un pubblico ammirato, il soprano Doroty Ewbank, il soprano
Freda Gilder, oltre ai pianisti Roy Mackey e Marion Markey; questi restano
tra i nomi più importanti del panorama musicale australiano, e non solo, dei
primi decenni del '900.
Il Maestro con i suoi allievi
ebbe un rapporto di grande intesa e affetto, un rapporto che andava oltre
quello di insegnante e allievo e questo grazie alla generosità e alla
sensibilità particolare che egli manifestò sempre nel corso della sua vita.
Vincenzo De Giorgio fu anche un compositore. Il suo genere preferito fu la
canzone. Attraverso la lirica riuscì, infatti, ad esprimere tutti quei
valori che da buon italiano e da buon marsicano erano propri del suo animo,
come l'amore, la famiglia, il rapporto con Dio, la natura e ovviamente
l'importanza della musica nella vita di ogni uomo. Una delle sue liriche
Music Divine fu scelta come pezzo di lettura a prima vista negli esami
di pianoforte del Conservatorio di Sydney.
Al musicista fu offerto anche
un posto di docente all'Università di Melbourne, ma egli rifiutò per poter
restare vicino ai propri allievi e per poter portare avanti il proprio
progetto nella Scuola. Negli anni in cui visse in Australia, il Maestro
organizzò concerti allo scopo di promuovere i propri allievi nel mondo
musicale di Sydney. Egli stesso curava i programmi dei concerti e
l'accompagnamento al pianoforte.
Il suo più importante successo,
nonché l'ultimo, fu la rappresentazione, nell'ottobre del 1927 al King's
Hall di Sydney, dell'opera buffa La serva padrona di Giovan Battista
Pergolesi, un ulteriore omaggio che egli volle fare alla propria terra natia
con l'aiuto degli allievi più meritevoli. La rappresentazione fu un vero
successo e il Maestro volle salutare in questo modo la terra e il popolo che
gli avevano dato tanta fiducia per tanti anni.
Nel 1928 Vincenzo De Giorgio
tornò in Italia per vivere nella modestia e nella semplicità la vecchiaia e
morì nella solitudine della sua casa, malato di broncopolmonite, nel
dicembre del 1948. Quasi nessuno dei suoi compaesani di allora si rese conto
del suo spessore intellettuale, delle sue notevoli capacità e
dell'importanza che il musicista aveva avuto e aveva dato all'Italia nel
corso della sua vita. Di lui si ricordano anche la generosità d'animo e la
grande disponibilità verso gli altri.
Adriana Curini 12
Novembre 2002 Università degli Studi dell'Aquila
Cattedra di Storia della
Musica Relatore prof. Walter Luigi Tortoreto
Titolo Tesi: "Un
musicista marsicano in Australia: Vincenzo De Giorgio"
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