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Le confraternite nascono nel periodo medioevale: esse avevano scopi caritatevoli e di mutuo soccorso, e le loro entrate erano frutto di lasciti, donazioni, sopratutto terreni che affittavano a privati riscuotendone la quota pattuita.

Con il passare dei secoli a Scurcola si delinearono le 4 seguenti Confraternite:

 

       

 

        

 

Di seguito alle confraternite e come una delle loro numerose attività caritatevoli, nacquero i Cenacoli.

 

In molte località dell'Italia centro-meridionale, tutt'oggi è possibile rilevare un'usanza profondamente radicata, quella dell'appartenenza ad una confraternita, antica istituzione composta da laici a carattere religioso.

  In generale, se ne fa risalire la diffusione tra le masse popolari che riprendevano in volgare la lirica religiosa tradizionale, intesa a celebrare Dio, la Madonna, i Santi, o, in ogni modo, ad effondere il proprio sentimento religioso.

  Le Confraternite religiose, sotto la direzione di qualche sacerdote, si costituivano allo scopo di pregare in comune, e come dicevo all'inizio, assistere i confratelli poveri o infermi, svolgere opera di beneficenza verso estranei, procurare ai soci suffragi dopo la morte. Ebbero un notevole significato politico, sociale, economico e religioso nell’anno milletrecento.

  Le prime notizie certe comprovate da documentazione riguardanti le confraternite scurcolane sono intorno al millecinquecento.

  Le Confraternite, oggi, sono spesso identificate dalle nostre parti, con quelle immagini di penitenti e di devoti che, vestiti di sacco, partecipano alle processioni, con quelle figure di incappucciati che danno l’impressione di sette misteriose. Le cerimonie cui partecipano, sono spesso fra il sacro ed il profano, come può apparire all’occhio dell’osservatore poco attento. In queste manifestazioni, invece, emerge la grande “ fede ” con la quale gli adepti e i partecipanti vi prendono parte.

  All’origine, le Confraternite hanno lasciato il segno con costruzioni di chiese, cappelle, ospedali, non nell’intenzione moderna del termine riferito alle cure del malato, ma come ricovero e sostegno per i viandanti che si spostavano nei loro bisogni quotidiani.

  Hanno rappresentato, nell’ambito in cui operavano, una vera e propria scuola di formazione culturale e politica. Esse hanno una propria sala per le riunioni, eleggono i loro rappresentanti, discutono i propri problemi e deliberano a maggioranza le decisioni da prendere.I congregati hanno un rispetto forte per i loro superiori ed un robusto senso nello osservare le regole che in tutte le richieste erano rivolte alle autorità.

  Il merito di aver agito nel sociale, come si direbbe oggigiorno, non è stato mai messo in dubbio. Oggi il loro ruolo nella vita paesana è relegato in compiti diversi pur restando nell’obiettivo della solidarietà, della fratellanza fra gli associati, di supportare la chiesa nelle funzioni ufficiali.

  Un tempo, le Confraternite erano organizzate in modo molto severo ed austero, da parte degli affiliati. Iscrizioni che richiedevano un rituale ed un’obbedienza alle cariche o a quant’altri rappresentavano la Congrega.

  Le confraternite di Scurcola ebbero il riconoscimento giuridico da parte del Regno di Napoli,  cui eravamo collocati per posizione geografica, intorno agli anni 1780-1784.Il movimento confraternale e sociale molto sentito in paese affonda le sue origini in cinquecento anni di storia.

  Il giorno 26 dicembre 1583, il vescovo Matteo Colli, corroborava con il proprio sigillo l’istituzione di un Monte di Pietà fra l’Università e il Capitolo della Chiesa della SS. Trinità.Il Monte, istituito “ per beneficio de’ poveri di detta Terra ”, aveva come responsabili eletti per tre anni quindici uomini, i quali amministravano e dirigevano a turno, tre per anno.

  Le confraternite che attualmente operano nel territorio sono, secondo l’importanza del riconoscimento delle leggi napoletane per aver ricevuto il “Regio Placet” in data precedente: SS. Sacramento, SS. Trinità, SS. Suffragio, S. Bernardino da Siena.

  Da non dimenticare la Congregazione dell’ Immacolata Concezione operante fino all’inizio della seconda metà del XX secolo eretta dal Gesuita Beato Antonio Baldinucci, dopo la sua missione marsicana del 1710.

Le confraternite ottennero il Regio assenso tra il 1770 e il 1785, grazie anche all'interessamento del Beato Antonio Baldinucci di Firenze che introdusse gli ormai tradizionali canti. Agli inizi del XX sec. si tentarono di fare dei cambiamenti per quanto riguarda la struttura delle Confraternite, ad esempio si tentò di riunirle sotto un unica "Congregazione della carità", ma la popolazione rifiutò di applicare tali innovazioni che rompevano con la tradizione.

 

 

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