AULO COLUCCI

 

Abruzzese, nativo di Scurcola Marsicana (1932), Aulo Colucci è stato allievo di Mario Pomilio e di Ugo Maria Palanza negli anni giovanili del liceo; subito dopo si è trasferito a Roma per motivi di studio e di lavoro, portando con sé il ricordo dei valori e dei sapori d'Abruzzo, dominati dal sentimento cristiano della vita.

Prove della sua vocazione poetica si ritrovano sin qui su riviste sparse a testimoniare la presenza della terra natale assurta a mito e il recupero memoriale di quegli attimi quotidiani e di ripensamento elegiaco che hanno fornito senso e sentimento alla sua prima raccolta, L'intervallo difficile, e che continuano, con la stessa assorta tonalità, in queste Briciole del quotidiano.

Alcuni anni fa, con L'Intervallo difficile, Aulo Colucci esordì in poesia con una raccolta la cui specificità era data da composizioni aderenti all'attimo e alla scrittura d'istinto, costruite mediante un linguaggio semplice, capaci di garantire al lettore la presa diretta di una sensazione. Oggi con Briciole del quotidiano, l'autore, nel richiamarsi a quella esperienza, passa a uno più studiato repertorio di temi, strutturato su cadenze intimistiche, con un certo ritegno espressivo, che gli appartiene per educazione e temperamento...

...L'evento minuto, che a ciascuno di noi può capitare, alcune domande che ci poniamo, o sentimenti appartati, sono rimandati dall'autore con ritmi pacati, secondo venature colloquiali, quasi che non si intenda costruire "poesia", ma il suoi accenno e il suo riserbo venato di pacato sentimento...

                                               Cenni tratti dalla Prefazione di BRICIOLE DI QUOTIDIANO - Tito Spinelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

GRAZIE

 

Grazie

o Signore

per i tanti miei difetti

per tutti i miei errori

e i miei rimorsi.

 

Senza di loro

sarei

ancora più insopportabile,

neppure col desiderio

di essere migliore.

 

 

L'ULTIMO

 

Cristo

la mia fede

è quella di Tommaso

che pieno di dubbi

voleva mettere il dito

nel Tuo costato.

 

Cristo

la mia fede

è quella di Filippo

che per crederTi

voleva vedere il Padre.

 

Con tanta poca fede,

tanto poca,

accettami

Cristo

come l'ultimo che cammini

fra i Tuoi Discepoli.

 

 

LA MIA MENTE

 

La mia mente

va spesso al giorno

del mio tempo compiuto,

quando anch'io

sarò giudicato sull'amore.

 

Signore,

Tu che sei morto per amore

risorto per amore,

ascolta il grido della mia preghiera:

anche se non ho amato abbastanza,

anche se non merito il tuo perdono,

quel giorno, per amore,

ammettimi a vedere il Tuo volto.

 

 

VOGLIA DI TENEREZZA

 

Un bimbo

con il viso

premuto

sul collo

della mamma,

due fidanzati

abbracciati

che si toccano

con la fronte,

due uccelli

che si chiamano,

un vecchio

che canta nenie

alla nipotina

e intorno

gente e gente

con tanta voglia di tenerezza

e tanta solitudine dentro.

 

 

PADRE

 

Padre mio

che hai vissuto

onesto e giusto

pieno di premure

verso gli altri.

Padre

è bello

poterti parlare

con il cuore

con il pensiero

e sentire

quando la vita è più dura

la tua mano

sulla mia spalla.

 

 

SE PUOI

 

Figlio

se puoi

frena la tua impazienza

e ascoltami.

 

Pensa per un attimo

che ho molto vissuto

molto amato

molto errato.

 

Se ti parlo così

è solo per amore,

solo per dirti

se ci riesco

tutto quello

che ho imparato dalla vita.

 

Ma tu

figlio

dopo che mi hai ascoltato

va per tuo conto.

 

 

IL RICORDO

 

Per una settimana

operai con seghe a motore

hanno fatto cerchio

attorno ai vecchi platani

del viale della stazione

diffondendo litanie di morte.

 

Poi è venuto l'asfalto

e tante macchine in fila.

Era inevitabile,

mancava posto,

dicono in giro.

 

Del vecchio viale di platani

caro agli uccelli

e ai fidanzati di un tempo

resta solo il ricordo

nelle vecchie cartoline.

 

 

COSI'

 

Casa mia

senza rumori

senza vita

vuota

fredda

nel colmo dell'estate

così

come la mia anima

all'improvviso.

 

IL FORNO

 

Gli operai sono già al lavoro.

Con picconi e badili demoliscono

l'ultimo forno a legna del Paese.

 

Ai nostri nipoti sarà negato per sempre

assistere alla vita del forno

riconoscere a distanza

il profumo del pane antico.

 

Senza riguardo i mattoni

vecchi di generazioni

uno ad uno fatti a pezzi

finiranno nella discarica.

 

Presto ci sarà un nuovo garage

con una serranda anonima e grigia

al posto dell'antica porta

sempre aperta colore del carbone.

 

 

PIETRE

 

M'affascina sempre

la carica magica

che emana

dalle antiche pietre.

 

OGNI ANNO

 

Ogni anno

amo piantare alberi,

segni di vita

di continuità

di pace.

 

Ogni anno

amo piantare alberi

con la compiacenza di mia madre

che mi ricorda

del grande pino

piantato alla sua nascita.

 

Ogni anno

amo piantare alberi

per amore del Creatore

che mi parla

con la voce della natura.

 

 

MIRACOLO

 

Colle dei Cappuccini

un'alba d'estate.

All'orizzonte

la luce novella del sole

sfiora appena

le cime dentate del Sirente.

Tutto intorno

un grande silenzio,

rotto a tratti

dal canto degli uccelli.

 

Attendo assorto

che ad oriente

si rinnovi l'incantesimo.

All'improvviso

la punta del cerchio di fuoco

sovrasta d'un niente

la cresta della montagna.

Si ripete da sempre

un miracolo di luce

di emozioni

di silenzi colorati.

 

 

PAESE

 

Vorrei rivivere

il Paese della mia infanzia,

l'odore di pane

appena sfornato,

la leggiadra delle giovani

con la conca in testa,

il canto dei mietitori

sotto l'arsura del sole,

il vociare animato

dall'osteria di Checco,

gli urli della morra

la notte della Domenica.

 

Vorrei rivivere

almeno per un solo giorno

la Scurcola dei miei piccoli anni

con gli amici di allora,

quando ascoltavamo dai nonni

la grande battaglia

tra Carlo e Corradino

e la leggenda della mula bendata

che portò sotto il Castello

la bella Madonna angioina,

o facevamo la sentinella

ai prigionieri americani

fuggiti dal campo di Avezzano,

quando servivamo messa

con le ginocchia bianche

per il freddo e la stanchezza,

o facevamo il bagno

al fiume Imele

senza costume e senza imbarazzo,

prima di partire

alle soglie dei vent'anni

dal Paese che ci fu dolce e inquieta culla.

 

 

MONTE VELINO

 

Mangiavo

pane e ricotta

insieme all'ultimo

pastore del Monte Velino

che raccontava

di querce giganti

di branchi di lupi

di grandi aquile

del vecchio orso

che ogni tanto

metteva a soqquadro

per fame e per gioco

la capanna dello stazzo.

 

Realtà di ieri

realtà di mille anni

finite tutte

nello spazio

di una generazione

che grano non ha più mietuto

tanti missili ha mandato sulla luna

ha perso il piacere di cantare

la voglia di piangere.

 

 

TU SAI

 

Quando prendo

le tue mani

tra le mie

accetti sempre

e non fai domande.

 

Sai bene

che ti parlo così

perchè ho quasi paura

delle parole.

 

Ma quello

che provo per te

e che stento

a chiamare per nome

è simile

ad una primavera

che corre all'estate.

 

 

ASPETTO

 

Mi manchi molto

ma non oso dirtelo.

Aspetto che il mio orgoglio

si tolga di mezzo

ed il mio cuore ti si offra

senza cautela.

 

PER SUO CONTO

 

Un treno

in galleria

un pomeriggio

d'estate.

 

Nella carrozza illuminata

chi dorme

chi legge

chi gioca a carte.

 

Rassegnazione totale.

Il treno

per suo conto

ha scelto

diramazioni

senza fine.

 

Nessuno se ne accorge

perchè

chi dorme

chi legge

chi gioca a carte.

 

La nostra vita

cammina spesso

con il pilota automatico,

come questo treno

che va per suo conto.

 

 

INCONTRO

 

Ci guardiamo

guardiamo altro

torniamo a guardarci.

 

Intanto

la metro è uscita dal tunnel,

ritorna il suo sguardo

contro il mio.

Domande inespresse

attimi di infinito.

 

Per caso

scendiamo alla stessa fermata

saliamo le scale

fianco a fianco.

 

Poi

pian piano

cominciamo ad allontanarci.

Ma,

prima di voltare l'angolo

ancora uno sguardo.

 

Cammino

portandomi dietro

il peso

di tutte le barriere

che sono fra noi.

 

 

GUARDO

 

Osservo

tra la calca

cercando il tuo volto

in attesa

del mio arrivo.

 

M'imbarazza

la mano

un piccolo mazzo di fiori

dietro la schiena.

 

 

NON VOLERMENE

 

Non volermene

se non ti dico

come vorresti

sempre parole d'amore.

 

Quello che ho dentro

che sento per te

è troppo forte

per metterlo in parole.

 

E poi

oggi

le parole

hanno altro sapore.

 

 

ORA

 

Ora

che sei

tra le mie braccia

 ed hai messo il tuo cuore

a battere vicino al mio,

il tempo s'arresta,

le parole

non servono più.

 

Sento solo

pulsare

il tuo cuore

assieme al mio.

 

Non c'è tempo migliore

che abbia lo stesso battito.

 

 

LA PICCOLA BUSTA

 

La piccola busta

appena arrivata

sul mio tavolo

che riconosco

per tua

prima ancora di aprirla

ha l'arcano potere

di fermare il tempo.

 

S'insinua un piacere sottile

mentre già conto i fogli

alla cui lettura

s'approssima fiducioso

il mio cuore.

 

 

PETALI

 

Vorrei condurti per mano

ad un vecchio castello

un giorno di maggio.

 

"Ho fame e sete

di tutta la tua dolcezza"

 

"Ti porto nel cuore

e lo sai"

 

"Ti ho scoperta così

all'improvviso

come a primavera

si scoprono le timide viole"

 

"La tua lettera è arrivata improvvisa

stamattina

come il primo bucaneve

sulla collina"

 

Sovverte la mia pace

il tuo amore.

 

 

 

OGNI FRONTIERA

 

Mentre la scienza

ci rende sempre più forti,

giorno per giorno

aumenta la paura

che è dentro di noi.

 

Per vincerla

ci resta

una strada sola,

ma è proprio quella

che conosciamo di meno:

abbattere ogni frontiera

e riportare

il cuore dell'uomo

vicino al suo prossimo.

 

 

A QUANTE PERSONE

 

A quante persone

spesse volte

avrei voluto dire

fermati

parliamo

spezziamo la paura.

 

Ma queste parole

quasi sempre

sono state

troppo pesanti

sulla mia bocca.

 

 

LA VITA

 

Macchine in agguato

pronte al verde

del semaforo.

 

Sul marciapiede

passanti veloci

che si sfiorano

anonimi.

 

Tutt'intorno

si respira

fumo e polvere.

 

Le foglie degli alberi

hanno mutato il colore;

noi, la vita stessa.

 

 

CHI SONO

 

Spesso mi domando

chi sono,

quello

di ieri

di oggi

di domani?

 

Quello che credo di essere

o quello

che altri mi credono?

 

Gli altri,

quanti giudizi diversi

hanno su di me.

 

Ma nell'intimo

so che sono

quello che sono:

un uomo

che tra limiti ed errori

sempre più spesso

ha il problema

di un uso migliore

del dono della vita.

 

 

MILLE COSE

 

Ruderi romani

brezza di primavera

occhi immensi

pieni di paura.

 

Ho preso nelle mie mani

la tua paura

e mi son fatto porto

per vincere la tempesta.

 

Ho letto nei tuoi occhi

mille cose

più belle di un tramonto.

 

E' nata allora

una comprensione

fatta di silenzi.

 

 

L'ARTE DI VIVERE

 

C'è una capacità di amare

in noi

che non riesce

pienamente

ad esprimersi

e a donarsi.

 

Così

la migliore parte

della nostra vita

vanifica senza ragione.

 

Lottiamo ogni giorno

per mille cose

ma non sappiamo lottare

per imparare

l'arte di vivere

l'arte di amare,

e questo

giorno per giorno

è un pò morire.

 

 

QUESTA MODERNITA'

 

Vita quasi senza senso

fatta di corse contro il tempo

di ricerca dl successo,

dei piaceri ad ogni prezzo.

 

Al posto del cuore

un gomitolo di immagini

di egoismi, di affanni.

 

Un grande scontento dentro,

giorni a seguire di solitudine.

 

Questa modernità

riscoprirà

i veri valori:

l'amore della famiglia,

il piacere della conoscenza,

la bellezza della natura,

il senso cristiano della vita.

 
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