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1808-2008
2° CENTENARIO
DI PERMANENZA IN SCURCOLA MARSICANA DELLE MAESTRE PIE
FILIPPINI

E'
dal settembre 2001 che sono in questo splendido paese della Marsica, dove,
il messaggio della nostra Madre fondatrice arriva in tutte le abitazioni.
La
venuta del "Crocifisso" della Santa di Tarquinia rappresenta l'opportunità
per celebrare degnamente i 200 anni della permanenza delle Maestre Pie
Filippini a Scurcola Marsicana. Il Crocifisso, conservato a Montefiascone,
con il quale Santa Lucia annunciava l'amore di Dio per le strade e le
piazze, sarà in paese per il 16 Aprile p.v. (n.d.r.) e dopo sarà in
pellegrinaggio per tutte le nostre case religiose del centro-sud.
La
Comunità di Scurcola è da sempre legata al culto verso Santa Lucia e
riconoscente all'opera quotidiana delle Consorelle profusa per due secoli.
Pensando alle enormi difficoltà che avrei incontrato nell'organizzazione
dell'avvenimento, in onore della santa fondatrice, ho avuto qualche
perplessità, ed è questo che io, e le consorelle abbiamo pensato di formare
un comitato organizzatore, che, con l'ausilio dei volontari, delle
associazioni locali, delle confraternite, del parroco e delle autorità
civili organizzano i festeggiamenti.
Il
momento cruciale rappresentato dall'arrivo e dalla conseguente adorazione
del celebre Crocifisso, sarà seguito dalla Santa Messa, dalla mostra
fotografica, dalla conviviale, dalla pubblicazione di un libricino
celebrativo prodotto dal Prof. Giuseppe Morzilli, contenente anche foto e
notizie d'epoca.
Sono
ben lieta di presentarlo come ricordo dell'importante manifestazione.
Suor
Maria Teresa Belmonte M.P.F. Superiora
PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI
Martedì 15 Aprile 2008
h 21,00 - CHIESA S. EGIDIO
Accoglienza del "Crocifisso" di Santa Lucia Filippini, fiaccolata verso
la Chiesa della SS. Trinità, preghiera conclusiva.
Mercoledì 16 Aprile 2008
h 10,00 - CHIESA SS.
TRINITA' Confessioni
h 10,30 - SANTA MESSA
Celebrata dal Parroco di Scurcola Don Nunzio D'Orazio alla presenza di tutti
gli alunni e docenti della Scuola Elementare e Media
h 17,30 - CHIESA DELLA SS.
TRINITA' Recita del Santo Rosario meditato
h 18,00 - SANTA MESSA
Presieduta da S.E. Monsignor Pietro Santoro Vescovo dei Marsi, con la
partecipazione della Schola Cantorum "V. DE GIORGIO"
h 19,00 - PROCESSIONE E
FIACCOLATA con il CROCIFISSO e la Statua di S. LUCIA FILIPPINI, arrivo
alla Casa della Maestre Pie
h 19,30 - Visita alla MOSTRA
FOTOGRAFICA "La presenza Bicentenaria delle Maestre Pie a Scurcola"
h 20,00 - CONVIVIALE
fraterna nei locali dell'Istituto
COMITATO ORGANIZZATORE
Suor Maria Teresa Belmonte,
Elio Falcone, Giuseppe Morzilli, Giuseppe Piacente, Nevio Frezzini
SANTA LUCIA FILIPPINI
Testo e ricerca storica di Giuseppe
Morzilli
Lucia
Filippini nasce il 13 gennaio 1672 a Corneto, l'odierna Tarquinia, ultima di
cinque figli, da Filippo e Maddalena Picchi Falzacappa di illustre famiglia.
All'età di undici mesi muore la mamma, a sette anni rimane orfana del padre
e viene allevata da uno zio materno. Sin da giovanissima frequenta il
monastero benedettino di Santa Chiara. A sedici anni incontra per la prima
volta a Tarquinia il Cardinale Marco Antonio Barbarigo, vescovo della
diocesi di Montefiascone. Da quel giorno il Barbarigo sarà la sua guida
spirituale.
Nel 1695 Lucia
Filippini, insieme al Cardinale, fonda le Maestre Pie, ha origine così una
nuova famiglia religiosa consacrata all'annuncio di Cristo e al servizio dei
fratelli; Maestre, non suore. Nel 1704 diviene la prima superiora
generale delle Maestre Pie, attualmente chiamate Maestre Pie Filippini per
distinguerle dalle Maestre Pie Venerini.
Apre molte
scuole a Montefiascone, nel 1706 il Papa Clemente XI invita Lucia a Roma
perché apra le sue scuole in città ed in altri centri d'Italia. In seguito
ne saranno fondate molte anche all'estero, particolarmente nell'America del
Nord. Il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, Lucia, muore a Montefiascone
all'età di 60 anni. La fama della sua santità si diffonde dappertutto, nel
1926 il Sommo Pontefice Pio XI la proclama Beata. Il 22 giugno 1930, lo
stesso Papa Pio XI l'iscrive nel catalogo delle Sante Vergini.
LE
MAESTRE PIE FILIPPINI A SCURCOLA MARSICANA
Verso la
fine del
secolo XVIII, il
Decurionato (consiglio comunale) di Scurcola ponendosi il problema
dell'educazione femminile, si attivò e scelse le suore “quelle
dell'Istituto delle Pie-Operaie di Roma" assegnando per il loro
mantenimento, ducati ottanta l’anno. Il 1796, vede la data del loro
arrivo nel paese, dove sono accolte positivamente dalla popolazione per
l’opera rivolta verso i fanciulli, soprattutto quelli bisognosi.
S.R.M.
I
rappresentanti del Comune di Scurcola
prostrati innanzi S. Real Trono umilmente l'espongono, che sin dal 1796.
Con la venuta dei Francesi, nel 1806, in seguito alle riforme introdotte
dai nuovi governanti,
l'Intendente della Provincia aquilana aveva disposto che in ogni Comune ci
fossero "Le Maestre
quale buona
educazione delle Fanciulle".
Le Scuole
Pie sorte
per merito di Lucia
Filippini portarono un'ondata di rinnovamento nelle famiglie, oltrepassando
i confini del Lazio, giunsero a Scurcola
Marsicana.
Il 28 aprile 1808 è la data del loro ingresso a Scurcola; si realizzava il
vivo
desiderio di accogliere la gioventù con il dovere di educare cristianamente le future generazioni.
Suor
Diamante Biagini M.P.F, nel suo libro "Dal Lago agli Oceani", così
riporta l'avvenimento "La Superiora Generale Suor Elisabetta Ciotti e le sue
Consultrici, che inaugurarono la nuova Comunità alla presenza del Segretario
della Sacra Visita, il Cam Don Francesco Sciamanne, inaugurò, nella data
sopra ricordata, l'Opera dell'Istituto di Scurcola. La Casa, situata in
alto, si raggiungeva dalla Chiesa parrocchiale e dall'edificio scolastico
attraverso una strada in salita".
Nell'elenco
delle anime (abitanti)
redatto nel 1808 dal Cancelliere Archiviano dell'Università di Scurcola
Giovanni Michele Soldati sono elencate
tre Maestre
Pie.
Un altro
documento
attestante la loro presenza fu rilasciato dal Comune di Scurcola con sigillo
e firma del Cancelliere. Certificasi da me Sotto
attuale Cancelliere Archiviario di questa Comune di Scurcola, come tenutosi
il Decurionato, il dì 8 maggio 1808 per risolvere, che le Maestre Pie
ordinate dalla Maestà del Sovrano, che Dio feliciti, per istruire le
fanciulle, si fossero provedute in Roma, e prese dall'Istituto delle Pie
Operaie, come apparisce dal processo verbale formato.
Inoltre attesto, che essendosi di tutto ciò ragguagliato S.E. il Signor
Intendente
della Provincia, il medesimo nell’esaminare la partita dei ducati ottanta
assegnati per esse Maestre nel formare lo Stato di questa Comune, à disposto
ciò che segue;
Alle due
Maestre per le fanciulle ducati ottanta rimangono, purché si ottenga
con
particolar esposto l'approvazione di questa Intendenza alla risoluzione del
Decurionato per farle venir da Roma, e si pongano subito in esercizio,
altrimenti
la Comune non paghi: Come rilevasi da esso Stato.
Per la
verità si è formato il presente da me sottoscritto.
In fede
Scurcola 14
Maggio 1808
Le Pie Operaie
sin dal lontano 1796 avevano gettano il seme, reso fecondo con la presenza
delle Maestre Pie (1808); intere generazioni passate nella loro Casa
ricevendo educazione e conforto nei momenti di bisogno, istruzione e
divertimento attraverso le attività ludiche che periodicamente organizzano.
Penso di non sbagliarmi nell’affermare che, tutti da bambini, siamo passati
almeno per un giorno presso di loro per questo esse sono degne della
gratitudine da parte di tutti gli scurcolani. Per moltissimi anni, data la
forte presenza, molte giovani del paese, affascinate dal messaggio di Lucia,
sono cresciute nelle loro comunità e, una volta presi i voti, sono andate
per l'Italia a diffondere con autentico amore cristiano l'opera ideata dalla
Santa di Tarquinia, contribuendo a tenere alto il nome dell'Istituto e il
nome di Scurcola visto che, alcune di loro sono arrivate a ricoprire
l'incarico di Madre Provinciale, ultimamente Suor Emilia Cerrone che ha
avuto l'incarico di Segretaria Generalizia. La prima dimora fu negli attuali
locali della Confraternita del SS. Sacramento, già appartenenti alla
Confraternita della SS. Trinità; un documento del 1834 in possesso
dell'Archivio di Stato dell'Aquila così riporta
Considerato, che la fabbrica delle maestre pie appartenente a detta
Compagnia è appoggiata interamente sopra la Sagrestia, e Cappelle della
detta Collegiata; fabbrica che è di fresca epoca.
Tantissime
sono state le Maestre Pie per molti anni presenti nel paese, alcune
diventate autentiche colonne portanti della vita sociale, punto di
riferimento di ogni generazione; qualcuna ha rappresentato uno spaccato di
vita: Suor Eulalia Gennari di Castelgandolfo, Suor Anna Spalla di Gallicano,
indimenticabile Madre Provinciale e Superiora per quasi mezzo secolo, Suor
Maria Nati di Zagarolo, Suor Carolina Aquino di Mendicano (CS), Suor
Vincenzina, Suor Maria Logrippo, Suor Lina, Suor Michelina Tropiano di
Teggiano, suor Ida Mari di Terracina, tanto per citarne alcune che non ci
sono più; la loro opera è nel ricordo di chi le ha conosciute: generose,
accoglienti, instancabili, gioiose. Proprio suor Eulalia ha caratterizzato
per moltissimi anni la tormentata vita degli scurcolani. Nel ricordo di
Ennio Colucci, nostro concittadino, presentiamo un simpatico ricordo tratto
da un suo scritto.
“Bevo e
parlo di musica, è la mia passione!" E la nostra suor Eulalia!".
"Altercarono non poco per la musica e per la suora; alla fine Faustino
disse: "A mie spese, voglio liberare i paesani dal peggiore degli
scocciatori. Questa botte è tua se io entro dieci giorni non ti porto a
casa, in braccio, suor Eulalia! Ma tu dovrai lasciare il paese e scomparire
per sempre, se no, guai a te!" La scommessa fu accettata da Calduccio ed
avallata dai presenti.
Che fece Faustino? Era d'inverno, le notti erano fredde e gelate, nevicava
spesso;
però tutti gli scurcolani andavano di mattino presto alla novena nella
chiesa-madre della Trinità, compresa suor Eulalia e quattro o cinque giovani
suore. Suor Eulalia era la più bella, la più nobile di tutte. Si diceva che
si fosse fatta monaca per una delusione di amore. Aveva personale,
portamento, occhi stupendi; turbava il sonno degli scurcolani maschi e
femmine. Non camminava, come le altre mortali ma incedeva, come una dea: "incessu
patuit dea!". E questo suo incedere dette l'ispirazione a Faustino! Le dee
- egli pensò camminano,
cioè incedono nei sentieri del cielo, non nelle strade di Scurcola! Una
mattina particolarmente fredda, tre ore prima che cominciasse la novena,
Faustino inondò con quattro barili di acqua la strada davanti alla sua
porta, la strada già di per sé
sdrucciolevole dove per
recarsi alla novena doveva necessariamente passare suor Eulalia. Si mise
dietro la porta ed aspettò. Ecco il vociare delle giovani suore, che si
cambiò in urla di terrore, perché tutte e cinque scivolarono malamente sul
ghiaccio. Faustino esce, rimette in piedi le suore e solleva sulle braccia,
come un fuscello, suor Eulalia, che si era fatta più male delle consorelle,
e la porta per una
quarantina di
metri giù verso la chiesa.
Dopo qualche
anno dalla loro venuta, le autorità della Provincia ridussero alla metà il
censo costituito per il loro mantenimento e il Sindaco don Vittorio Bontempi
che all'epoca della venuta a Scurcola delle Maestre Pie, nella sua qualità
di Decurione, era stato delegato di intraprendere i rapporti con l'Istituto
centrale, inviò una nota all'Intendente aquilano:
Vittorio Bontempi decurione del Commune di Scurcola umilia al signor
Intendente in scritto qualche ebbe il vantaggio di farle presente in
Avezzano. Sa benissimo il signore Intendente, che per savia disposizione del
Governo fu obbligato ogni Commune stabilire la Maestra quale buona
educazione delle fanciulle. Il Decurionaio di detta sua Patria nel fare una
tale elezione scelse quella dell'Istituto delle Pie operaie di Roma coll’assegnamento
di ducati ottanta l’anno e coll’ipoteca su beni fondi demaniali di esso
Commune. Tuttocciò si rassegnò all'Intendente d'allora signor duca d'Alanno,
che non solo lo approvò, ma diede anche il permesso ad esso Bontempi
Vittorio portarsi in Roma quale indicato oggetto. Riuscì al medesimo
ottenere quello si desiderava, e l'ottenne in una maniera stabile, poiché
con istrumento pubblico convenne co' deputati, e consultrici di esso
Istituto, e si obbligò in nome di quel pubblico di passarle annualmente
ducati ottanta, che appena puoi esse sufficiente per un onesto, e parco
mantenimento di due individui, ossia due Maestre.
Apertasi in tal guisa la Scuola se ne è veduto un utile sommo per cui quella
popolazione ne è a pieno
contento, ma teme di perdere un tanto bene, a motivo che per i primi due
anni si mantennero i patti con soddisfazione della somma convenuta, ma poi
in occasione di visita il passato Intendente senza ragione la ridusse a
metà, ossia a ducati quaranta, e da tre anni in qua l'ha ridotta a ducati
ventitre, per cui non ci possono vivere, e di già sono nella risoluzione
abbandonare
quella scuola.
Quella popolazione fida tutta nella saviezza dell'attuale signore
Intendente, e spera, che darà un espediente opportuno perché quel pubblico
non venga privato di tanto vantaggio.
Visto che
l'Intendente non rispose con sufficienti rassicurazioni sulla questione
proposta, il Sindaco, il 18 dicembre 1817 scrisse nuovamente al Re per
ottenere quanto desiderato. "Sin dal 1796 per la
educazione, ed Istruzione insieme delle Giovani figlie de Cittadini di quel
Comune si fecero colà trasferire da Roma due Maestre Religiose dell’lstituto
delle Pie Operaie, che in se riunissero non solo una abilità non mediocre ne
donneschi travagli, ma ben anche una sperimentata, e incorrettibile
religiosa morale, affinché le giovani educande delle quali erano esse
accostate, ed utili cittadini, e buone madri di famiglia riuscissero.
L’effetto coronò l'opera, ed avverar fece le concepite speranze. Grato il
Comune di Scurcola a chi era causa di tanto bene fissò alle Maestre su
mentovate l’annuo appuntamento di ducati ottanta, onde così compensare in
parte i benefici che ne ricevea, e render meno riconoscevole il cambio da
essi tutto di una capitato con un villaggio, a solo fine di utilizzare a pro
de suoi Cittadini.
Le
autorità ricorrebbero giusto, e doveroso l’appuntamento indicato e ne sanzierarono
la sodisfazione sino a che de 12 Decembre si è emanata dalla M.V. si legge
amministrativa, in forza in vigore di essa diminuire lo stipendio, e ridurlo
a tali ducati trenta.
Le Istruttrici fecero sentire non esser possibile di poter soddisfare con si
tenue assegnamento, e la necessità, in cui si vedeano di dover perciò
abbandonarono la
Scurcola teatro delle loro religiose, ed utili fatiche per
tanti anni.
I cittadini di Scurcola sentirono allora tutto il peso di s'imminente
pericolo, e ne tennero alla M.V. Ricorso sin da Giugno, implorando, che il
solito si continuasse,
e che le Maestre su mentovate annui ducati ottanta di bel nuovo si assegnassero.
La
S.V. Si benignò rimettere
la petizione per informo all'Intendente della provincia, ma di questi non
si abbia adempiuto, o che la petizione stessa si sia dispersa, gl'Oratori
non risentono ancora a questo riguardo la sovrana vostra Munificenza
tanto necessità per il benessere della di loro Patria. Tornano quindi colle
più calde suppliche a provocare di nuovo le vostre Reali
grazie, onde interessante ramo della publica istruzione non venga per poco
trascurato, e la infelice Scurcola non perda quei vantaggi, che ha per torto
tempo goduti.
Firmano la
petizione rivolta all'Intendente Vittorio Bontempi Sindaco, Filippo
d'Amore Pompej decurione, Antonio Pompej decurione, Domenico
Antonio Barnaba decurione, Luigi Pompei Eletto, Fabio
Ottaviani decurione, Andrea Anzini decurione, Domenico Antonio
Ottaviani Eletto.
Nel 1814, il 9
dicembre il Decurionato tornava sull'argomento che ha la scuola delle
Maestre Pie in questo Comune esistente, tanto vantaggiosa per l'educazione
delle ragazze, e per un concreto mantenimento delle due Maestre, non essendo
affatto possibile che le medesime possano vivere con solo docati
ventiquattro per cadauna, che annualmente questo Comune gli passa; ha
deliberato assegnarsi in usufrutto i seguenti beni che sino a questo punto
si sono posseduti dal becchino di questo Comune, reitando al
medesimo una congrua possessione di essi, sufficienti per la mercede,
per tali motivazioni assegnavano i seguenti beni in usufrutto alla Scuola
delle Maestre Pie, e per essa alla Signora Margarita de Santis Superiora,
occorrenti per il loro mantenimento 1 ° Terra di due coppe, e
canne 25 a valle S. Lorenzo, confino Tuzi, i Trombetta, ed i
Canonici; 2° Prato a via S. Antonio coppe tre, e canne 40 confino i
Canonici, Tuzi, e la via a due lati; 3° Prato in transito coppe
quattro, e canne 90 S. Berardino, Trombetta, e S. Egidio; 4° Prato in
pratali coppe due, e canne 30, confino Mastrocesare, Pietranionio, Biosi, ed
il fosso; 5° Terra a via del fiume coppe due, confino, Tabi, e li Canonici;
6° Terra alti quarti coppe venti, e Canne 75, confino l'Università, S,
Antonio, e la via; 7° Terra a via del fiume coppe tre, confino S.
Antonio, il Suffragio, e la via; 8° Terra a S, Giovanni coppe due confino il
Suffragio, e la via; 9° terra a campo d'Albe
coppe quattro in circa, confino Mastrocesare, Cristofaro Silvestri per
l’Università; 10° Terra a campo d'Albe coppe otto, confino le Monache di
Avezzano, S. Antonio, e la strada; 11° Selva cedua coppe confino Antonio
Mantelli a due lati, de Santis, e Giustino Fortuna; 12° Un canone di mosto
di salme due, che si paga dall' eredi di Francesco di Clemente per la vigna
a vaccareccia, confino d. Filippo d'Amore, e Domenico di Massimo; 13°
Un'altro canone di mosto di misure cinque, che si paga da Vincenzo Petrucci
per la vigna a vaccareccia, confino Domenicantonio Liberati, Giuseppe di
Clemente, e la via.
Il 24 maggio
1816 il vescovo marsicano Rossi visitava la Parrocchia di Scurcola, nella
sua relazione rimessa e conservata nell'Archivio Diocesano, così è annotato;
nelle Maestre Pie con gran gioia trovo che molte giovani
erano educate, raccolte ad istruite sulle buone arti, come
anche nei rendimenti della fede, negli esercizi di pietà. Tutto questo
grazie al lavoro e alla diligenza della Maestre Pie, che con gran concorso
del popolo e del Clero vengono sostenute dignitosamente.
Successivamente un altro Presule Marsicano, durante la visita pastorale
annotava: il giorno 16 di giugno fece la conferma sui casi morali del
clero, quindi circa alle ore 21 sì recò nella Casa delle Maestre Pie e qui
le fanciulle le interrogò sulla dottrina
Cristiana.
Il seme
gettato dalle solerti Maestre Pie aveva ripercussioni anche sulla scuola
primaria che impartiva i rudimenti del sapere alle fanciulle, finalmente
uscite dall'isolamento culturale a cui erano destinate sin dall'antichità.
Esaminando il verbale che nel 1818 sottoscrivevano il Sindaco e l'Abate,
emerge che i nomi appartenenti alle apprendiste erano quelli delle giovani
discendenti dalle famiglie nobili del paese, è comunque un passo importante
verso quella parità conquistata dopo qualche secolo.
Processo Verbale dell'Esame degli allievi della scuola
primaria delle fanciulle del suddetto comune Centrale, Noi qui sottoscritti
Parroco, e Sindaco del Comune di Scurcola, avendo proceduto all’esame delle
fanciulle della scuola primaria di detto Comune, ed avendole interrogate
rispettivamente sta de loro studi, ed applicazioni, e veduti li loro lavori
formali nel decorso anno scolastico alla presenza delle istitutrici Sig.ra
Margherita de Santi, Sig.ra Maria Francesca Barzotti, le abbiamo trovate
tutte lodevoli nel leggere, e lavori meccanici, e molte anche nello
scrivere, ricamo, e merletti. Fra le quali sortosi predistinte, le seguenti,
che riconosciamo degne di premio.
Scurcola 1
ottobre 1818
f.to: Sig.a
Berardina Lattanzii, Sig.a Aurora Lattanzii, Sig.a Emilia Ciofani, Sig.a
Regina Bontempi, Sig.a Giovannina Vetoli, Sig.a Diana Liberati. Il Sindaco
Antonio Pompei, Francescantonio Canonico Pompei Coadiutore Curato. Margarita
de Santi istitutrice. Maria Francesca Barzotti istitutrice.
Per accrescere
la presenza religiosa in Scurcola il 18 maggio 1896, il Cavalier Antonio
Ansini, nel suo ultimo generoso testamento donava alla Curia dei Marsi la
sua abitazione da destinare a scuola per l'infanzia tenuta dalle Maestre
Pie, già Pie Operaie. Io Antonio Ansini col
presente testamento lascio e lego a Monsignor Marino Russo Vescovo dei
Marsi non come privato, ma come Vescovo dei Marsi e quindi ai suoi
successori pro tempore tutti i miei beni stabili e mobili siti nel tenimento
ed abitato di questo Comune di Scurcola, di Sorbo, e Poggiofiìippo, frazione
del Comune di Tagliacozzo. Che la mia casa con gli orti, Chiesa, accessori
ed altri diritto inerenti, siti a Scurcola in contrada Via della Pietà, o
Via Corradino, confinata da mio fratello Angelo e dalla strada a più lati
sia adibita a locali di un Asilo infantile per ambedue i sessi, da
impiantarsi dopo la mia morte, nonché della scuola femminile a Scurcola, Le
insegnanti però debbono essere dell'ordine delle Maestre Pie Filippine già
dette Pie Operaie, Qualora le suddette Maestre non volessero o non potessero
accettare tale incarico, il Venerabile vescovo sudetto e suoi successori
prò tempore potranno scegliere altre religiose... Raccomando poi caldamente
le Pie Operaie di tenere e mantenere decentemente la mia cappella, nella
Chiesa della Vittoria, nonché la Chiesa che trovasi in questa mia casa
abitativa.
Nel 1900, la
Superiora Suor Maria De Rossi, non potendo sostenere la spesa necessaria per
i lavori di manutenzione della Cappella posta dentro la Chiesa della Madonna
della Vittoria per mancanza di mezzi, chiedeva al vescovo diocesano: La
sottoscritta Superiora delle Maestre Pie Filippini della terra della
Scurcola dè Marsi dichiara che non potendo, per mancanza di mezzi, fare le
debite riparazioni alla Cappella di S. Carlo Borromeo, eretta nella Chiesa
della Vittoria di Scurcola, nè attendere al Culto e alla custodia di essa,
non incontra, da parie sua, difficoltà che la menzionata Cappella ritorni
all'Eccellentissima famiglia Colonna di Roma, che si era compiaciuta di
cederla al Signor Antonio Cavalier Ansini di questo Comune, affinché la
ripulire ed abbellire e l'arredi delle suppellettili e di quant’altro ha
bisogno: Essa Superiora poi si obbliga di curare la nettezza della
Cappella, di Lavare e stirare le tovaglie, come ha fatto finora. Si rilascia
la presente pé uso ecclesiastico. F.to Maria De Rossi. Visto per la
verità della firma della Signora Maria de Rossi Scurcola lì 25 Luglio 1900.
L'abate Curato Vincenzo de Giorgio.
Nel 1917
risultano “ascritte” per sorelle nella Confraternita del SS.
Sacramento, secondo il libro della fratellanza alla sezione "sorelle
perpetue" lettera
"S": Sor Sopriora Anna Camilli Maestra Pia, Sor Maria Nati Maestra Pia, Sor
Anna Spalla Maestra Pia, Sor Eulalia Gennari Maestra Pia, Sor
Carolina Brini
Maestra Pia.
La presenza attiva delle Maestre Pie nella società scurcolana, è testimoniata
dal giornale "Il Risorgimento d'Abruzzo e Molise", dove viene riportata la
composizione del Comitato costituitosi per la raccolta di fondi per
l'erezione del monumento ai caduti. Infatti, nel Comitato femminile all'uopo
costituito, Suor Anna Spalla risultava Presidente, Suor Eulalia Gennari
risultava Cassiera; facevano parte del Comitato Vittoria Rossi (madre di un
caduto), Maria Nuccetelli (Segretaria), Caterina Di Giacomo, Giuseppina Di Pietro e Licia Pompei.
Nel 1935, le Maestre Pie, costruirono una seconda Casa in Scurcola, restando
ancora funzionante quella ereditata dal cav. Antonio Ansini nel centro
dell'abitato. Nei locali lasciati dal cav. Ansini, le Maestre Pie Filippine
vi tennero l'asilo, fino agli anni 70 del Novecento; a causa della
diminuzione della popolazione nel centro storico, poiché gli abitanti si
erano trasferiti nella zona bassa e in conseguenza della diminuita natalità,
l'asilo di Via Cavalier Ansini fu chiuso e la frequenza si spostò nella Casa
funzionante in Via Roma. Il paese dopo essere stato danneggiato dal
terremoto del 13-1-1915, fu ricostruito spostandosi lentamente verso il
basso attraversando la Tiburtina "arrete i fossi" e su Via Roma. Le Maestre
approfittando del consiglio
del Geometra Achille Gasperini, il quale sollecitò la
Superiora,
l'indimenticabile Suor Anna Spalla, che gli anziani ricordano con estremo
piacere, la quale si attivò prontamente e il 6-10-1935, terminati i lavori
di ampliamento e ammodernamento, la nuova sede fu inaugurata. Il resoconto
dell'inaugurazione della nuova Casa di Via Roma, è riportato dall'allora
Segretario Comunale Emilio Nuccitelli, nel giornale dell'Istituto LA MAESTRA
SANTA; l'articolo è ricco di enfasi tipica del periodo
e dell'epoca fascista. Lo riportiamo integralmente a futura memoria.
CRONACA
DELL'ISTITUTO
La nuova Casa
delle Maestre Pie Filippini in Scurcola 6-10-1935
La festa non
ha segni esteriori di solennità.
Nessuno
speciale apparato riveste di effimera bellezza il luogo, nessuno rumore
profano giunge a turbare la quiete mistica e serena di questa nuova casa
aperta, da qualche giorno, all'ammirazione di numerosi visitatori. Nessuno
segno visibile che tradisca la minima gioia diffusa in tanti cuori per il
tanto auspicato evento.
Il vivido
bagliore di un magnifico sole autunnale già spadroneggia nelle aule
spaziose, ove più timidamente un senso di pio ascetismo si rifugiò fin negli
angoli più reconditi, penetrandovi con uno spirito nuovo di vita. Ovunque
sono fiori olezzanti, che il riflesso policromo di ampi finestroni rivelano
in una superba armonia di colori e di luci. Il rito, nella sua semplicità, è
però profondamente austero e significativo e di una incomparabile bellezza.
Le Maestre Pie inaugurano oggi una nuova casa: vorrei dire un nuovo tempio.
Tempio di vita pulsante ed operosa; tempio di sante virtù cristiane,
temprate al sacrifizio ed all'amore sull'esempio sublime del Divin Maestro;
tutto generosità per gli umili e per i deboli; tutto carità per i poveri;
tutto dedizione per i derelitti; tutto saggezza per gl'ignoranti; tutto
eroismo per i reprobi. Tale avvenimento vuole essere degno compendio di un
ciclo di vita spirituale, ormai ultra secolare, qui vissuto; virile
proposito di continuare nell'avvenire, con rinnovellato fervore, in questo
grazioso lembo di Abruzzo, l'opera benefica della Maestra Santa; prova
eloquente vivo ed appassionato attaccamento a questo popolo, così palpitante
di amore per le buone Maestre.
Da oltre un
secolo Scurcola ha il privilegio e l'orgoglio di ospitare l'Istituto delle
Maestre Pie Filippini. Tale vanto le deriva dal felice miraggio degli
amministratori dell'antiva Università, che vollero assegnato a questo
Istituto l'incarico di educare e di istruire la gioventù, dalla volontà dei
benemeriti filantropi che fondarono istituzioni a pro dell'infanzia,
affidandole alle cure ed alle direttive delle Maestre Pie; da una costante
tradizione insita nella fede stessa ed incarnata nella stirpe, che volle
perennemente legata alla gratitudine nostra l'opera insigne di queste figlie
di Lucia Filippini, luce e guida nel cammino della perfezione: Chi non ha
sentito in tanti anni il fascino soave che promana dalle brave Maestre dalla
cattedra della scuola, attraverso una missione educativa, nobilmente sentita
e sapientemente esercitata? Chi non ha seguito con slancio generoso
l'incitamento al bene nella scia luminosa del loro apostolato? Chi, nelle
vicende più affannose della vita, non ebbe conforto, aiuto sollecito e
benefico, soccorso materiale e morale dalle buone fate della carità?
L'avvenimento
odierno segna perciò non solo una fulgida tappa per la vita dell'Istituto,
che inizia qui, sotto più lieti auspici, una nuova fase della sua attività,
ma costituisce motivo di tripudio per noi, che vediamo nel nuovo edificio la
pietra miliare del progresso morale e spirituale della nostra gioventù. Per
questo molti cuori esultano, mentre la nuova casa, ricevendo la benedizione
di Dio, si apre in un rigoglio di nuove speranze, tutta avvolta in un alone
di luce, a maggior gloria della Grande Fondatrice. All'inaugurazione è
presente la Reverendissima Madre Generale delle Maestre Pie Filippini, Suor
Rosa Leoni, mirabile esempio di tenacia e di fede e suscitatrice
inesauribile di energie. Sono anche presenti del Rev.me Consultrici Suor
Augusta Basili e Suor Candida D'Agostini, l'Economa Generale Suor Annunziata
Manzetti, la Provinciale Suor Maria Manni e Suor Adelaide lacovacci, tutte
intervenute alla cerimonia. Questa ha inizio alle ore 8 con la celebrazione
di una Messa piana da parte del Parroco Don Domenico D'Amico nella Cappella
dell'Istituto, dedicata a Santa Lucia Filippini. Dopo l'Evangelo, il Rev.
D'Amico pronunzia ispirate parole di saluto alla Madre Generale,
compiacendosi della realizzazione della magnifica opera, che sarà campo di
nuove conquiste spirituali, ed esprimendo voti augurali per i più fecondi
risultati di essa.
Nel pomeriggio
ha luogo uno squisito ricevimento cui partecipano numerosi intervenuti con a
capo le autorità del luogo; tra esse notati: il Podestà Cav. Vitantonio
Liberati, il Segretario Politico Dottor Emilio Ferrari, il Segretario del
Comune Emilio Nuccitelli e signora, il Comandante la stazione dei RR.CC.
signor Eugenio Pandolfi, il Dottor Enzo Franco e signora, il Dottor Oreste
Cav. Di Giacomo, il Generale Emilio Cozzi e famiglia, il Colonnello Vincenzo
Pallottino e famiglia, il Capitano Francesco Ruta e famiglia, l'Avv. Nicola
Nuccitelli e famiglia, il Notaio Dott. Giuseppe Capparella, il Rag. Arnaldo
Lombardozzi, il Direttore del Banco di Napoli e signora, il sig. Raffaele
D'Agostino e signora, il sig. Giuseppe Nuccitelli e famiglia, il sig.
Francesco Colucci e signora, il sig. Andrea Dauria, il sig. Nicola
Nuccitelli ed altri.
Fervide parole
di saluto, a nome dei presenti e della popolazione tutta, rivolge l'Avv.
Nicola Nuccitelli il quale, con accenti di viva eloquenza, esalta l'opera
dell'Istituto delle Maestre Pie, mettendo in rilievo l'alto valore educativo
per la gioventù. E traendo dalla nuova opra l'augurio che per molti anni,
ancora essa abbia ad essere feconda di bene per il nostro popolo. Una scelta
orchestrina intanto va deliziando gl'intervenuti con l'esecuzione di uno
squisito repertorio musicale. La nuova casa, alla cui costruzione ha
presieduto con rara perizia di tecnico il Geometra Emilio Ferrari, consta di
numerosi ambienti, tutti vasti e soleggiati, con terrazze, verande e
giardino attiguo. È provvista di tutti gl'impianti sanitari ed è
modernamente attrezzato da potersi considerare organicamente completa in
rapporto alla sua particolare destinazione e sede dell'Istituto. Conferisce
splendido decoro all'edifìcio la cui magnifica esposizione sulla strada
Nazionale Tiburtina, in mezzo ad una estesa vegetazione, in perfetta armonia
con amenità e la salubrità del luogo. Ci congratuliamo vivamente, ancora una
volta con la Superiora locale Suor Anna Spalla e con le sue coadiutrici Suor
Maria Nati, Suor Eulalia Gennari ed altre per la magnifica realizzazione
augurando a loro il pieno conseguimento delle più alte aspirazioni onde
nella pienezza delle più belle soddisfazioni nel campo dello spirito esse
abbiano con somma letizia e ripetere: Hic manebimus optime.
EMILIO
NUCCITELLI Segretario Comunale
Nell'Archivio
della Casa di Via Roma, oggi numero civico 48, esiste una copia della
pubblicazione LA MAESTRA SANTA, nell'opuscolo, all'articolo sopra riportato
del resoconto del giorno dell'inaugurazione sei ottobre
millenovecentotrentasei, c'è un'aggiunta a mano della Superiora Suor Anna
Spalla, la quale con dovizia di particolari, ripercorre la Storia della casa
di Via Roma 21. Ecco il manoscritto della Maestra Pia.
Il 1 novembre 1933 tornavo dalla Messa e stavo per rientrare
in casa, L’Ingegnere Achille Gasperini, incontrandomi, mi disse: Perché fare
tutti i giorni e più volte al giorno questa salita? È stata messa in vendita
la casa del Sig. Vittorio Nuccitelli dirimpetto al viale della stazione,
vicino la mia, Potrebbero acquistarla le Maestre Pie. La proposta mi
piacque; invitai l’Ingegnere ad entrare in casa nostra e ne parla anche in
presenza delle mie due assistenti Suor Maria Nati e Suor Eulalia Gennari. Il
prezzo della casa era di lire 58.000 (cinquantottomila). Dove prendersi
questo denaro? L'ingegnere ci promise di occuparsi per farci avere il
contributo dello Stato per la zona terremotata e, senza perder tempo, il
giorno seguente mi recai a Roma per parlare con la Madre Generale e con
l'Elemosiniere del Papa, Sua Eccellenza Mons. Carlo Cremonesi, Superiore
dell'Istituto. Tanto l'una che l'altro furono molto comprensivi, ne
riconobbero la necessità, specie per me che dovevo scendere e salire tre
volte al giorno, ordinariamente, per recarmi in Chiesa e all'Edificio
Scolastico.
Tornata a
Scurcola si fece il compromesso, si diede la caparra di £ 10.000 (diecimila) e un mese dopo si stipulò l'atto di
acquisto.
Intanto l’Ingegnere faceva le pratiche per ottenere il contributo dello
Staio e,
grazie prima a Dio e poi
al Gasperini, avemmo £ 46.000 (quarantaseimila) alle
quali aggiungemmo £ 2.000 (duemila) e così pagammo il Nuccitelli.
La casa
all'atto dell'acquisto, comprendeva uno scantinato, il piano terra e due
stanze nel primo fianco, più l'orto. Facemmo subito completare il primo
fianco di modo che nell'agosto 1935 la casa venne
abitata.
Il lavoro venne fatto in economia con le spese di £ 62.000
(sessantaduemila); in complesso la casa venne a costare £ 120.000
(centoventimila).
Fabbricato
rurale 2° acquisto
Nel 1937
lo stesso Sig. Vittorio Nuccitelli mise in vendita il fabbricato rurale a
destra della nostra casa.
Anche qui intervenne l'Ingegnere Gasperini perché detto
fabbricato
fosse acquistato da noi allo scopo di toglierci la servitù che vi era.
I Superiori maggiori permisero l'acquisto che ammontò a £ 20.000 (ventimila)
firmato Suor Anna Spalla Superiora
Il complesso
della nuova Casa fu intitolato a S. Giuseppe, dopo il trasferimento della
Casa di Via Cavaliere Ansini, la stessa tornò a chiamarsi “Asilo Cav, Ansini”.
Proprio nella
Casa di Via Roma esiste un registro tenuto dalle Superiori, in esso oltre ai
nomi delle presenze, è riportata una relazione, tenuta da Suor Rosaria
Logrieco, nella quale si esalta la Magnificenza di mons. Giuseppe Migone
Elemosiniere di Sua Santità e Superiore ed Ordinario dell'Istituto, per il
fattivo contributo dato allo sviluppo del complesso. Ecco la Relazione
morale e finanziaria della casa sessennio 1948-1954:
La casa di Scurcola Marsicana in provincia di Aquila, diocesi
dei Marsi è situata in Via Roma, sulla strada provinciale ed appartiene alla
Parrocchia della SS.ma Trinità. È di proprietà dell'Istituto che l’acquistò
nel novembre 1933, pagandola in parte col contributo governativo concesso ai
paesi terremotati, ed in parte con i risparmi che si venivano facendo dalle
Maestre del luogo. Venne rimodernata ed ampliata di un piano ed il tutto
venne a costare £ 120.000, Fu abitata nell'agosto del 1935.
Nel dicembre 1937 si rese necessario !'acquisto di un rustico fabbricato prospiciente
alla casa per togliere ogni servitù da parie di terzi e si ebbe per la somma
di £ 20,000.
Nell'Agosto del 1944, venuto a Scurcola il compianto Mons. Giuseppe Migone
Elemosiniere di Sua Santità e Superiore ed Ordinario dell'Istituto, questi
credette molto necessario istituire un Asilo infantile che raccogliesse
tutti i bambini della parte bassa del paese ed immediatamente pose mano ai
lavori trasformando il rustico fabbricato in un grande Asilo che subito
venne rallegrato da 32
vispi bambini.
Nel novembre del 1949 Sua Eccellenza Mons, Migone vedendo che l'Asilo da Lui
creato, ma non dotato, non avrebbe avuto lunga durata senza mezzi di vita,
lo arricchì del locale attiguo all'Asilo stesso messo in vendita dal
proprietario. Nel luglio del 1950 il locale, da fienile com'era, venne
trasformato in due signorili
appartamenti da affittare nella stagione estiva onde ricavare quanto occorre per la vita dell'Asilo.
Sua Eccellenza pensò anche alla parte ricreativa per l'Azione Cattolica e
trasformò la scuderia del fabbricato in un grande bellissimo teatro. Il
pianoterra restò da completare perché la morte colpì improvvisamente il
nostro grande benefattore e la sistemazione di esso si viene facendo a
piccoli tratti,
perché non si hanno risorse.
Per ora è stato fatto di nuovo l'Asilo: quello già esistente nel primo piano
si è trasformato in un grande dormitorio per le bambine villeggianti. La
spesa totale dei lavori fatti finora ammontano a £ 2.100.00, ricavate dagli
affitti degli appartamenti, dalla pensione mensile della Madre Provinciale
che insegnò a Scurcola 41 anni, da £ 300.000 avute dalla Cassa comune e da
un milione avute dall'Elemosiniere e duecentomila avute dall'Elemosiniera
Apostolica.
Nella casa si osserva il Regolamento comune alle Maestre Pie; cioè si
osservano
le pratiche di pietà inerenti all'Istituto.
Il ritiro mensile si fa quando nel mese si presenta qualche vacanza per la
scuola. Le Maestre coadiuvano il Parroco nell'insegnamento del catechismo,
nella preparazione
dei bambini alla 1° Comunione e alla Cresima, assistono i fanciulli alla
messa parrocchiale, curano tutti i rami di Azione Cattolica Gioventù Femminile e quant'altro si presenta da fare per la
Parrocchia.
In casa viene curato il lavoro di maglieria, di cucito, di ricamo per le
giovani che frequentano il laboratorio.
L'attivo della casa si compone dei seguenti cespiti: stipendio di una
insegnante statale, esiguo ricavo dalla maglieria e laboratorio e affitti di
locali.
L’ultima annotazione del registro è del 23 settembre 2001,
sono trascorsi 9 anni ed io Suor Enza Panico lascio questa
Comunità di Scurcola M. con destinazione Pescara (casa Provinciale). Era la
vigilia dell'inizio Novene in onore della festa "Madonna della Vittoria"
quando arrivai in questa Comunità, mi accolsero le Maestre Suor Ida Mari,
Suor Marianna Ciccotelli nell'anno 1992.
Oggi 23
Settembre lascio questa simpatica cittadina per andare dove l'obbedienza
mi chiama.
Occupa
il mio posto da responsabile Suor Maria Teresa Belmonte. La Comunità è
formata, Superiora Suor Maria Teresa Belmonte, Insegnante Suor Giuseppina
Lanza, Suor Mariannina Ciccotelli anziana di questa Comunità.
MAESTRE PIE ORIGINARIE DI
SCURCOLA DECEDUTE
Suor Rosa
Talone (n, 1796), Suor Elena Amici (ri. 1800), Suor Maria Elena Amici (n.
1801 m. 30-01-1879), Suor Maria Domenica Liberati (n. 1807 m.
21-11-1858), Suor Rosa Angela Di Pietro (n. 1814 m, 30-07-1893), Suor Felice
Rossi (n. 1818 m. 11-06-1904), Suor Marta Saturni (n. 1802 m.13-10-1896),
Suor Maria Domenica Rossi (n. 1825 m. 07-05-1909), Suor Maria Domenica
Silvestri (n, 1832 m. 05-10-1911), Suor Caterina Pierbattista (n. 1835 m.
27-01-1908), Suor Filomena Fallocco (n. 1836 m. 18-08-1861), Suor Giovanna
Valente (1836-12-03-1913), Suor Filomena Pierbattista (N. 1839 M.
09-04-1866), Suor Firminia Oddi (n. 1880 m. 22-02-1932), Suor Angela
Nuccitelli (n. 1891 m. 06-02-1965), Suor Carmela lellone (n. 1896 m.
13-03-1966), Suor Maria Frida Fortuna (n. 1919 m. 04-07-1944), Suor Antonina
Pompei (n, 1892 m. 04-01-1966), Suor Crocifissa Maria Frezzini (n. 1892 m.
29-04-1962), Suor Teresa Nicolai (n. 1894 m. 22-06-1960), Suor Vittoria
Nuccitelli (n. 1888 m. 16-05-1966), Suor Adelaide Nuccitelli (n. 1887 m.
30-10-1979), Suor Annina Nuccitelli (n. 1893 m. 28-05-1970), Suor Teresa
Trombetta (n. 1897 m. 06-11-1920), Suor Giovannea Ansini (n. 1897 m.
22-04-1978), Suor Giovanni™ Falcone (n. 1909 m. 29-02-1988), Suor Vittoria
Mastrocesare (n. 1891 m. 30-12-1968), Suor Maria Vittoria Salvatori (n.
1916 m. 30-08-1974), Suor Giovannina Romano (n. 1915 m. 06-01-1998), Suor
Giuseppina Fortuna (n. 1916 m. 06-02-1999), Suor Leondina Rosa Palma (n.
1923 m. 09-05-1992), Suor Anna Maria Nucci telli (n. 1922 m. 12-04-1998,
Suor Maria Vittoria Palma (n. 1919 m. 09-06-1996), Suor Elvira Antonietta
Frezzini (n. 1922 m. 15-03-2006), Suor Ghiandina Orlandi (n. 1916 m.
03-04-2001), Suor Anna Orlandi (n. 1911 m. 26-05-1992), Suor Emilia Cerrone
(n. 1937 m. 11-07-2006), Suor Angela Di Gasbarro (n. 1925 m, 06-09-2006),
Suor Italia Orlandi (n. 1916 m. 14-05-2007), Suor Maria Giovanna Frezzini
(n. 1926 m. 08-09-2007), Suor Zaira Frezzini (n. 1926 m. 14-08-2000), Suor
Filomena Fortuna (n. 1923 m. 05-03-2008) n.b. (dall'archivio dell'Istituto è
stato possibile ricavare solo i nominativi delle Maestre Pie Filippini
defunte sopra riportate, secondo
l'anno
di nascita ).
MAESTRE PIE NATE A
SCURCOLA VIVENTI
Suor
Caterina Colucci, Suor Lelia Orlandi, Suor Maria Floriani e Suor
Marsilia Di Gasbarro.
SUPERIORE DELLE MAESTRE
PIE FILIPPINI IN SCURCOLA
DAL XX SECOLO
Suor Maria
De Rossi, Suor Angela Baffetti, Suor Anna Camilli, Suor Anna
Spalla, Suor Maria Nati, Suor Eulalia Gennari, Suor Rosaria Logrieco, Suor
Antonietta Macali, Suor Michelina Tropiano, Suor Maria Logrippo, Suor
Addolorata Monteduro, Suor Ida Salvemini, Suor Angela Recchia, Suor Lucia
Punzirudu, Suor Maria Iovine, Suor Maddalena Speltri, Suor Maria Casale,
Suor Incoronata Melucci, Suor Enza Panico e Suor Maria Teresa
Belmonte.
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