SCUOLA MATERNA - MAESTRE "PIE FILIPPINI"

Via Tiburtina Valeria 67068 - Scurcola Marsicana (AQ) - Tel  0863.561026

 

1808-2008

2° CENTENARIO DI PERMANENZA IN SCURCOLA MARSICANA DELLE MAESTRE PIE FILIPPINI

 

E' dal settembre 2001 che sono in questo splendido paese della Marsica, dove, il messaggio della nostra Madre fondatrice arriva in tutte le abitazioni.

La venuta del "Crocifisso" della Santa di Tarquinia rappresenta l'opportunità per celebrare degnamente i 200 anni della permanenza delle Maestre Pie Filippini a Scurcola Marsicana. Il Crocifisso, conservato a Montefiascone, con il quale Santa Lucia annunciava l'amore di Dio per le strade e le piazze, sarà in paese per il 16 Aprile p.v. (n.d.r.) e dopo sarà in pellegrinaggio per tutte le nostre case religiose del centro-sud.

La Comunità di Scurcola è da sempre legata al culto verso Santa Lucia e riconoscente all'opera quotidiana delle Consorelle profusa per due secoli. Pensando alle enormi difficoltà che avrei incontrato nell'organizzazione dell'avvenimento, in onore della santa fondatrice, ho avuto qualche perplessità, ed è questo che io, e le consorelle abbiamo pensato di formare un comitato organizzatore, che, con l'ausilio dei volontari, delle associazioni locali, delle confraternite, del parroco e delle autorità civili organizzano i festeggiamenti.

Il momento cruciale rappresentato dall'arrivo e dalla conseguente adorazione del celebre Crocifisso, sarà seguito dalla Santa Messa, dalla mostra fotografica, dalla conviviale, dalla pubblicazione di un libricino celebrativo prodotto dal Prof. Giuseppe Morzilli, contenente anche foto e notizie d'epoca.

Sono ben lieta di presentarlo come ricordo dell'importante manifestazione.

Suor Maria Teresa Belmonte M.P.F. Superiora

 

PROGRAMMA FESTEGGIAMENTI

Martedì 15 Aprile 2008

h 21,00 - CHIESA S. EGIDIO Accoglienza del "Crocifisso" di Santa Lucia Filippini, fiaccolata verso la Chiesa della SS. Trinità, preghiera conclusiva.

Mercoledì 16 Aprile 2008

h 10,00 - CHIESA SS. TRINITA' Confessioni

h 10,30 - SANTA MESSA Celebrata dal Parroco di Scurcola Don Nunzio D'Orazio alla presenza di tutti gli alunni e docenti della Scuola Elementare e Media

h 17,30 - CHIESA DELLA SS. TRINITA' Recita del Santo Rosario meditato

h 18,00 - SANTA MESSA Presieduta da S.E. Monsignor Pietro Santoro Vescovo dei Marsi, con la partecipazione della Schola Cantorum "V. DE GIORGIO"

h 19,00 - PROCESSIONE E FIACCOLATA con il CROCIFISSO e la Statua di S. LUCIA FILIPPINI, arrivo alla Casa della Maestre Pie

h 19,30 - Visita alla MOSTRA FOTOGRAFICA "La presenza Bicentenaria delle Maestre Pie a Scurcola"

h 20,00 - CONVIVIALE fraterna nei locali dell'Istituto

COMITATO ORGANIZZATORE

Suor Maria Teresa Belmonte, Elio Falcone, Giuseppe Morzilli, Giuseppe Piacente, Nevio Frezzini

 

SANTA LUCIA FILIPPINI

Testo e ricerca storica di Giuseppe Morzilli

Lucia Filippini nasce il 13 gennaio 1672 a Corneto, l'odierna Tarquinia, ultima di cinque figli, da Filippo e Maddalena Picchi Falzacappa di illustre famiglia. All'età di undici mesi muore la mamma, a sette anni rimane orfana del padre e viene allevata da uno zio materno. Sin da giovanissima frequenta il monastero benedettino di Santa Chiara. A sedici anni incontra per la prima volta a Tarquinia il Cardinale Marco Antonio Barbarigo, vescovo della diocesi di Montefiascone. Da quel giorno il Barbarigo sarà la sua guida spirituale.

Nel 1695 Lucia Filippini, insieme al Cardinale, fonda le Maestre Pie, ha origine così una nuova famiglia religiosa consacrata all'annuncio di Cristo e al servizio dei fratelli; Maestre, non suore. Nel 1704 diviene la prima superiora generale delle Maestre Pie, attual­mente chiamate Maestre Pie Filippini per distinguerle dalle Maestre Pie Venerini.

Apre molte scuole a Montefiascone, nel 1706 il Papa Clemente XI invita Lucia a Roma perché apra le sue scuole in città ed in altri centri d'Italia. In seguito ne saranno fondate molte anche all'estero, particolarmente nell'America del Nord. Il 25 marzo, giorno dell'Annunciazione, Lucia, muore a Montefiascone all'età di 60 anni. La fama della sua santità si diffonde dappertutto, nel 1926 il Sommo Pontefice Pio XI la proclama Beata. Il 22 giugno 1930, lo stesso Papa Pio XI l'iscrive nel catalogo delle Sante Vergini.

 

LE MAESTRE PIE FILIPPINI A SCURCOLA MARSICANA

Verso la fine del secolo XVIII, il Decurionato (consiglio comunale) di Scurcola ponendosi il pro­blema dell'educazione femminile, si attivò e scelse le suore “quelle dell'Istituto delle Pie-Operaie di Roma" assegnando per il loro mantenimento, ducati ottanta l’anno. Il 1796, vede la data del loro arrivo nel paese, dove sono accolte positivamente dalla popolazione per l’opera rivolta verso i fanciulli, soprattutto quelli bisognosi. S.R.M.

I rappresentanti del Comune di Scurcola prostrati innanzi S. Real Trono umilmente l'espongono, che sin dal 1796. Con la venuta dei Francesi, nel 1806, in seguito alle riforme introdotte dai nuovi governanti, l'Intendente della Provincia aquilana aveva disposto che in ogni Comune ci fossero "Le Maestre quale buona educazione delle Fanciulle".

Le Scuole Pie sorte per merito di Lucia Filippini portarono un'ondata di rinnovamento nelle famiglie, oltrepassando i confini del Lazio, giunsero a Scurcola Marsicana. Il 28 aprile 1808 è la data del loro ingresso a Scurcola; si realizzava il vivo desiderio di accogliere la gioventù con il dovere di educare cristianamente le future generazioni.

Suor Diamante Biagini M.P.F, nel suo libro "Dal Lago agli Oceani", così riporta l'avvenimento "La Superiora Generale Suor Elisabetta Ciotti e le sue Consultrici, che inaugurarono la nuova Comunità alla presenza del Segretario della Sacra Visita, il Cam Don Francesco Sciamanne, inaugurò, nella data sopra ricordata, l'Opera dell'Istituto di Scurcola. La Casa, situata in alto, si raggiungeva dalla Chiesa parrocchiale e dall'edificio scolastico attraverso una strada in salita". Nell'elenco delle anime (abitanti) redatto nel 1808 dal Cancelliere Archiviano dell'Università di Scurcola Giovanni Michele Soldati sono elencate tre Maestre Pie.

Un altro documento attestante la loro presenza fu rilasciato dal Comune di Scurcola con sigillo e firma del Cancelliere. Certificasi da me Sotto attuale Cancelliere Archiviario di questa Comune di Scurcola, come tenutosi il Decurionato, il dì 8 maggio 1808 per risolvere, che le Maestre Pie ordinate dalla Maestà del Sovrano, che Dio feliciti, per istruire le fanciulle, si fossero provedute in Roma, e prese dall'Istituto delle Pie Operaie, come apparisce dal processo verbale formato. Inoltre attesto, che essendosi di tutto ciò ragguagliato S.E. il Signor Intendente della Provincia, il medesimo nell’esaminare la partita dei ducati ottanta assegnati per esse Maestre nel formare lo Stato di questa Comune, à disposto ciò che segue;

Alle due Maestre per le fanciulle ducati ottanta rimangono, purché si ottenga con particolar esposto l'approvazione di questa Intendenza alla risoluzione del Decurionato per farle venir da Roma, e si pongano subito in esercizio, altrimenti la Comune non paghi: Come rilevasi da esso Stato.

Per la verità si è formato il presente da me sottoscritto.

In fede Scurcola 14 Maggio 1808

Le Pie Operaie sin dal lontano 1796 avevano gettano il seme, reso fecondo con la presenza delle Maestre Pie (1808); intere generazioni passa­te nella loro Casa ricevendo educazione e con­forto nei mo­menti di bisogno, istruzione e divertimento attraverso le attività ludiche che periodica­mente organizzano. Penso di non sbagliarmi nell’affermare che, tutti da bambini, siamo passati almeno per un giorno presso di loro per questo esse sono degne della gratitudine da parte di tutti gli scurcolani. Per moltissimi anni, data la forte presenza, molte giovani del paese, affascinate dal messaggio di Lucia, sono cresciute nelle loro comunità e, una volta presi i voti, sono andate per l'Italia a diffondere con autentico amore cristiano l'opera ideata dalla Santa di Tarquinia, contribuendo a tenere alto il nome dell'Istituto e il nome di Scurcola visto che, alcune di loro sono arrivate a ricoprire l'incarico di Madre Provinciale, ultimamente Suor Emilia Cerrone che ha avuto l'incarico di Segretaria Generalizia. La prima dimora fu negli attuali locali della Confraternita del SS. Sacramento, già appartenenti alla Confraternita della SS. Trinità; un documen­to del 1834 in possesso dell'Archivio di Stato dell'Aquila così riporta Considerato, che la fabbrica delle maestre pie appartenente a detta Compagnia è appoggiata interamente sopra la Sagrestia, e Cappelle della detta Collegiata; fab­brica che è di fresca epoca.

Tantissime sono state le Maestre Pie per molti anni presenti nel paese, alcune diventate autentiche colonne portanti della vita sociale, punto di riferimento di ogni generazione; qualcuna ha rappresentato uno spaccato di vita: Suor Eulalia Gennari di Castelgandolfo, Suor Anna Spalla di Gallicano, indimenticabile Madre Provinciale e Superiora per quasi mezzo seco­lo, Suor Maria Nati di Zagarolo, Suor Carolina Aquino di Mendicano (CS), Suor Vincenzina, Suor Maria Logrippo, Suor Lina, Suor Michelina Tropiano di Teggiano, suor Ida Mari di Terracina, tanto per citarne alcune che non ci sono più; la loro opera è nel ricordo di chi le ha conosciute: generose, accoglienti, instancabili, gioiose. Proprio suor Eulalia ha caratterizzato per moltissimi anni la tormentata vita degli scurcolani. Nel ricordo di Ennio Colucci, nostro concittadino, presentiamo un simpatico ricordo tratto da un suo scritto.

“Bevo e parlo di musica, è la mia passione!" E la nostra suor Eulalia!". "Altercarono non poco per la musica e per la suora; alla fine Faustino disse: "A mie spese, voglio liberare i paesani dal peggiore degli scocciatori. Questa botte è tua se io entro dieci giorni non ti porto a casa, in braccio, suor Eulalia! Ma tu dovrai lasciare il paese e scomparire per sempre, se no, guai a te!" La scommessa fu accettata da Calduccio ed avallata dai presenti. Che fece Faustino? Era d'inverno, le notti erano fredde e gelate, nevicava spes­so; però tutti gli scurcolani andavano di mattino presto alla novena nella chiesa-madre della Trinità, compresa suor Eulalia e quattro o cinque giovani suore. Suor Eulalia era la più bella, la più nobile di tutte. Si diceva che si fosse fatta monaca per una delusione di amore. Aveva personale, portamento, occhi stupendi; turbava il sonno degli scurcolani maschi e femmine. Non camminava, come le altre mortali ma incedeva, come una dea: "incessu patuit dea!". E questo suo incedere dette l'ispirazione a Faustino! Le dee - egli pensò camminano, cioè in­cedono nei sentieri del cielo, non nelle strade di Scurcola! Una mattina partico­larmente fredda, tre ore prima che cominciasse la novena, Faustino inondò con quattro barili di acqua la strada davanti alla sua porta, la strada già di per sé sdrucciolevole dove per recarsi alla novena doveva necessariamente passare suor Eulalia. Si mise dietro la porta ed aspettò. Ecco il vociare delle giovani suore, che si cambiò in urla di terrore, perché tutte e cinque scivolarono malamente sul ghiaccio. Faustino esce, rimette in piedi le suore e solleva sulle braccia, come un fuscello, suor Eulalia, che si era fatta più male delle consorelle, e la porta per una quarantina di metri giù verso la chiesa.

Dopo qualche anno dalla loro venuta, le autorità della Provincia ridussero alla metà il censo costituito per il loro mantenimento e il Sindaco don Vittorio Bontempi che all'epoca della venuta a Scurcola delle Maestre Pie, nella sua qualità di Decurione, era stato delegato di intraprendere i rapporti con l'Istituto centrale, inviò una nota all'Intendente aquilano: Vittorio Bontempi decurione del Commune di Scurcola umilia al signor Intendente in scritto qualche ebbe il vantaggio di farle presente in Avezzano. Sa benissimo il signore Intendente, che per savia disposizione del Governo fu obbligato ogni Commune stabilire la Maestra quale buona educazione delle fanciulle. Il Decurionaio di detta sua Patria nel fare una tale elezione scelse quella dell'Istituto delle Pie operaie di Roma coll’assegnamento di ducati ottanta l’anno e coll’ipoteca su beni fondi demaniali di esso Commune. Tuttocciò si rassegnò all'Inten­dente d'allora signor duca d'Alanno, che non solo lo approvò, ma diede anche il permesso ad esso Bontempi Vittorio portarsi in Roma quale indicato oggetto. Riuscì al medesimo ottenere quello si desiderava, e l'ottenne in una maniera stabile, poiché con istrumento pubblico convenne co' deputati, e consultrici di esso Istituto, e si obbligò in nome di quel pubblico di passarle annualmente ducati ottanta, che appena puoi esse sufficiente per un onesto, e parco mantenimento di due individui, ossia due Maestre. Apertasi in tal guisa la Scuola se ne è veduto un utile sommo per cui quella popolazione ne è a pieno contento, ma teme di perdere un tanto bene, a motivo che per i primi due anni si mantennero i patti con soddisfazione della somma convenuta, ma poi in occasione di visita il passato Intendente senza ragione la ridusse a metà, ossia a ducati quaranta, e da tre anni in qua l'ha ridotta a ducati ventitre, per cui non ci possono vivere, e di già sono nella risoluzione abbandonare quella scuola. Quella popolazione fida tutta nella saviezza dell'attuale signore Intendente, e spera, che darà un espediente opportuno perché quel pubblico non venga privato di tanto vantaggio.

Visto che l'Intendente non rispose con sufficienti rassicurazioni sulla questione proposta, il Sindaco, il 18 dicembre 1817 scrisse nuovamente al Re per ottenere quanto desiderato. "Sin dal 1796 per la educazione, ed Istruzione insieme delle Giovani figlie de Cittadini di quel Comune si fecero colà trasferire da Roma due Maestre Religiose dell’lstituto delle Pie Operaie, che in se riunissero non solo una abilità non mediocre ne donneschi travagli, ma ben anche una sperimentata, e incorrettibile religiosa morale, affinché le giovani educande delle quali erano esse accostate, ed utili cittadini, e buone madri di famiglia riuscissero. L’effetto coronò l'opera, ed avverar fece le concepite speranze. Grato il Comune di Scurcola a chi era causa di tanto bene fissò alle Maestre su mentovate l’annuo appuntamento di ducati ottanta, onde così compensare in parte i benefici che ne ricevea, e render meno riconoscevole il cambio da essi tutto di una capitato con un villaggio, a solo fine di utilizzare a pro de suoi Cittadini.

Le autorità ricorrebbero giusto, e doveroso l’appuntamento indicato e ne sanzierarono la sodisfazione sino a che de 12 Decembre si è emanata dalla M.V. si legge amministrativa, in forza in vigore di essa diminuire lo stipendio, e ridurlo a tali ducati trenta. Le Istruttrici fecero sentire non esser possibile di poter soddisfare con si tenue assegnamento, e la necessità, in cui si vedeano di dover perciò abbandonarono la Scurcola teatro delle loro religiose, ed utili fatiche per tanti anni. I cittadini di Scurcola sentirono allora tutto il peso di s'imminente pericolo, e ne tennero alla M.V. Ricorso sin da Giugno, implorando, che il solito si continuasse, e che le Maestre su mentovate annui ducati ottanta di bel nuovo si assegnassero. La S.V. Si benignò rimettere la petizione per informo all'Intendente della pro­vincia, ma di questi non si abbia adempiuto, o che la petizione stessa si sia dispersa, gl'Oratori non risentono ancora a questo riguardo la sovrana vostra Munificenza tanto necessità per il benessere della di loro Patria. Tornano quindi colle più calde suppliche a provocare di nuovo le vostre Reali grazie, onde interessante ramo della publica istruzione non venga per poco trascurato, e la infelice Scurcola non perda quei vantaggi, che ha per torto tempo goduti.

Firmano la petizione rivolta all'Intendente Vittorio Bontempi Sindaco, Filippo d'Amore Pompej decurione, Antonio Pompej decurione, Domenico Antonio Barnaba decurione, Luigi Pompei Eletto, Fabio Ottaviani decurione, Andrea Anzini decurione, Domenico Antonio Ottaviani Eletto.

Nel 1814, il 9 dicembre il Decurionato tornava sull'argomento che ha la scuola delle Maestre Pie in questo Comune esistente, tanto vantaggiosa per l'educazione delle ragazze, e per un concreto mantenimento delle due Maestre, non essendo affatto possibile che le medesime possano vivere con solo docati ventiquattro per cadauna, che annualmente questo Comune gli passa; ha deliberato assegnarsi in usufrutto i seguenti beni che sino a questo punto si sono posse­duti dal becchino di questo Comune, reitando al medesimo una congrua possessione di essi, sufficienti per la mercede, per tali motivazioni assegnavano i seguenti beni in usufrutto alla Scuola delle Maestre Pie, e per essa alla Signora Margarita de Santis Superiora, occorrenti per il loro mantenimento 1 ° Terra di due coppe, e canne 25 a valle S. Lorenzo, confino Tuzi, i Trombetta, ed i Canonici; 2° Prato a via S. Antonio coppe tre, e canne 40 confino i Canonici, Tuzi, e la via a due lati; Prato in transito coppe quattro, e canne 90  S. Berardino, Trombetta, e S. Egidio; 4° Prato in pratali coppe due, e canne 30, confino Mastrocesare, Pietranionio, Biosi, ed il fosso; 5° Terra a via del fiume coppe due, confino, Tabi, e li Canonici; 6° Terra alti quarti coppe venti, e Canne 75, confino l'Università, S, Antonio, e la via; Terra a via del fiume coppe tre, confino S. Antonio, il Suffragio, e la via; 8° Terra a S, Giovanni coppe due confino il Suffragio, e la via; 9° terra a campo d'Albe coppe quattro in circa, confino Mastrocesare, Cristofaro Silvestri per l’Università; 10° Terra a campo d'Albe coppe ot­to, confino le Monache di Avezzano, S. Antonio, e la strada; 11° Selva cedua coppe confino Antonio Mantelli a due lati, de Santis, e Giustino Fortuna; 12° Un canone di mosto di salme due, che si paga dall' eredi di Francesco di Clemente per la vigna a vaccareccia, confino d. Filippo d'Amore, e Domenico di Massimo; 13° Un'altro canone di mosto di misure cinque, che si paga da Vincenzo Petrucci per la vigna a vaccareccia, confino Domenicantonio Liberati, Giuseppe di Clemente, e la via.

Il 24 maggio 1816 il vescovo marsicano Rossi visitava la Parrocchia di Scurcola, nella sua relazione rimessa e conservata nell'Archivio Diocesano, così è annotato; nelle Maestre Pie con gran gioia trovo che molte giovani erano educate, raccolte ad istruite sulle buone arti, come anche nei rendimenti della fede, negli esercizi di pietà. Tutto questo grazie al lavoro e alla diligenza della Maestre Pie, che con gran concorso del popolo e del Clero vengono sostenute dignitosamente. Successivamente un altro Presule Marsicano, durante la visita pastorale annotava: il giorno 16 di giugno fece la conferma sui casi morali del clero, quindi circa alle ore 21 sì recò nella Casa delle Maestre Pie e qui le fanciulle le interrogò sulla dottrina Cristiana.

Il seme gettato dalle solerti Maestre Pie aveva ripercussioni anche sulla scuola primaria che impartiva i rudimenti del sapere alle fanciulle, finalmente uscite dall'isolamento culturale a cui erano destinate sin dall'antichità. Esaminando il verbale che nel 1818 sottoscrivevano il Sindaco e l'Abate, emerge che i nomi appartenenti alle apprendiste erano quelli delle giovani discendenti dalle famiglie nobili del paese, è comunque un passo importante verso quella parità conquistata dopo qualche secolo. Processo Verbale dell'Esame degli allievi della scuola primaria delle fanciulle del suddetto comune Centrale, Noi qui sottoscritti Parroco, e Sindaco del Comune di Scurcola, avendo proceduto all’esame delle fanciulle della scuola primaria di detto Comune, ed avendole interrogate rispettivamente sta de loro studi, ed applicazioni, e veduti li loro lavori formali nel decorso anno scolastico alla presenza delle istitutrici Sig.ra Margherita de Santi, Sig.ra Maria Francesca Barzotti, le abbiamo trovate tutte lodevoli nel leggere, e lavori meccanici, e molte anche nello scrivere, ricamo, e merletti. Fra le quali sortosi predistinte, le seguenti, che riconosciamo degne di premio.

Scurcola 1 ottobre 1818

f.to: Sig.a Berardina Lattanzii, Sig.a Aurora Lattanzii, Sig.a Emilia Ciofa­ni, Sig.a Regina Bontempi, Sig.a Giovannina Vetoli, Sig.a Diana Liberati. Il Sindaco Antonio Pompei, Francescantonio Canonico Pompei Coadiutore Curato. Margarita de Santi istitutrice. Maria Francesca Barzotti istitutrice.

Per accrescere la presenza religiosa in Scurcola il 18 maggio 1896, il Cavalier Antonio Ansini, nel suo ultimo generoso testamento donava alla Curia dei Marsi la sua abitazione da destinare a scuola per l'infanzia tenuta dalle Maestre Pie, già Pie Operaie. Io Antonio Ansini col presente testa­mento lascio e lego a Monsignor Marino Russo Vescovo dei Marsi non come privato, ma come Vescovo dei Marsi e quindi ai suoi successori pro tempore tutti i miei beni stabili e mobili siti nel tenimento ed abitato di questo Comune di Scurcola, di Sorbo, e Poggiofiìippo, frazione del Comune di Tagliacozzo. Che la mia casa con gli orti, Chiesa, accessori ed altri diritto inerenti, siti a Scurcola in contrada Via della Pietà, o Via Corradino, confinata da mio fratello Angelo e dalla strada a più lati sia adibita a locali di un Asilo infantile per ambedue i sessi, da impiantarsi dopo la mia morte, nonché della scuola femminile a Scurcola, Le insegnanti però debbono essere dell'ordine delle Maestre Pie Filippine già dette Pie Operaie, Qualora le suddette Maestre non volessero o non potessero accettare ta­le incarico, il Venerabile vescovo sudetto e suoi successori prò tempore potranno scegliere altre religiose... Raccomando poi caldamente le Pie Operaie di tenere e mantenere decentemente la mia cappella, nella Chiesa della Vittoria, nonché la Chiesa che trovasi in questa mia casa abitativa.

Nel 1900, la Superiora Suor Maria De Rossi, non potendo sostenere la spesa necessaria per i lavori di manutenzione della Cappella posta dentro la Chiesa della Madonna della Vittoria per mancanza di mezzi, chiedeva al vescovo diocesano: La sottoscritta Superiora delle Maestre Pie Filippini della terra della Scurcola dè Marsi dichiara che non potendo, per mancanza di mezzi, fare le debite riparazioni alla Cappella di S. Carlo Borromeo, eretta nella Chiesa della Vittoria di Scurcola, nè attendere al Culto e alla custodia di essa, non in­contra, da parie sua, difficoltà che la menzionata Cappella ritorni all'Eccellentissima famiglia Colonna di Roma, che si era compiaciuta di cederla al Signor Antonio Cavalier Ansini di questo Comune, affinché la ripulire ed abbellire e l'arredi delle suppellettili e di quant’altro ha bisogno: Essa Superiora poi si ob­bliga di curare la nettezza della Cappella, di Lavare e stirare le tovaglie, come ha fatto finora. Si rilascia la presente pé uso ecclesiastico. F.to Maria De Rossi. Visto per la verità della firma della Signora Maria de Rossi Scurcola lì 25 Luglio 1900. L'abate Curato Vincenzo de Giorgio.

Nel 1917 risultano “ascritte” per sorelle nella Confraternita del SS. Sacramento, secondo il libro della fratellanza alla sezione "sorelle perpetue" lettera "S": Sor Sopriora Anna Camilli Maestra Pia, Sor Maria Nati Maestra Pia, Sor Anna Spalla Maestra Pia, Sor Eulalia Gennari Maestra Pia, Sor Carolina Brini Maestra Pia. La presenza attiva delle Maestre Pie nella società scurcolana, è testimoniata dal giornale "Il Risorgimento d'Abruzzo e Molise", dove viene ripor­tata la composizione del Comitato costituitosi per la raccolta di fondi per l'erezione del monumento ai caduti. Infatti, nel Comitato femminile all'uopo costituito, Suor Anna Spalla risultava Presidente, Suor Eulalia Gennari risultava Cassiera; facevano parte del Comitato Vittoria Rossi (madre di un caduto), Maria Nuccetelli (Segretaria), Caterina Di Giacomo, Giu­seppina Di Pietro e Licia Pompei. Nel 1935, le Maestre Pie, costruirono una seconda Casa in Scurcola, restando ancora funzionante quella ereditata dal cav. Antonio Ansini nel centro dell'abitato. Nei locali lasciati dal cav. Ansini, le Maestre Pie Filip­pine vi tennero l'asilo, fino agli anni 70 del Novecento; a causa della diminuzione della popolazione nel centro storico, poiché gli abitanti si erano trasferiti nella zona bassa e in conseguenza della diminuita natalità, l'asilo di Via Cavalier Ansini fu chiuso e la frequenza si spostò nella Casa funzionante in Via Roma. Il paese dopo essere stato danneggiato dal terremo­to del 13-1-1915, fu ricostruito spostandosi lentamente verso il basso attraversando la Tiburtina "arrete i fossi" e su Via Roma. Le Maestre approfittando del consiglio del Geometra Achille Gasperini, il quale sollecitò la Superiora, l'indimenticabile Suor Anna Spalla, che gli anziani ricordano con estremo piacere, la quale si attivò prontamente e il 6-10-1935, termi­nati i lavori di ampliamento e ammodernamento, la nuova sede fu inau­gurata. Il resoconto dell'inaugurazione della nuova Casa di Via Roma, è riportato dall'allora Segretario Comunale Emilio Nuccitelli, nel giornale dell'Istituto LA MAESTRA SANTA; l'articolo è ricco di enfasi tipica del pe­riodo e dell'epoca fascista. Lo riportiamo integralmente a futura memoria.

 

CRONACA DELL'ISTITUTO

La nuova Casa delle Maestre Pie Filippini in Scurcola 6-10-1935

La festa non ha segni esteriori di solennità.

Nessuno speciale apparato riveste di effimera bellezza il luogo, nessuno rumore profano giunge a turbare la quiete mistica e serena di questa nuova casa aperta, da qualche giorno, all'ammirazione di numerosi visitatori. Nessuno segno visibile che tradisca la minima gioia diffusa in tanti cuori per il tanto auspicato evento.

Il vivido bagliore di un magnifico sole autunnale già spadroneggia nelle aule spaziose, ove più timidamente un senso di pio ascetismo si rifugiò fin negli angoli più reconditi, penetrandovi con uno spirito nuovo di vita. Ovunque sono fiori olezzanti, che il riflesso policromo di ampi finestroni rivelano in una superba armonia di colori e di luci. Il rito, nella sua semplicità, è però profondamente austero e significativo e di una incomparabile bellezza. Le Maestre Pie inaugurano oggi una nuova casa: vorrei dire un nuovo tempio. Tempio di vita pulsante ed operosa; tempio di sante virtù cristiane, temprate al sacrifizio ed all'amore sull'esempio sublime del Divin Maestro; tutto generosità per gli umili e per i deboli; tutto carità per i poveri; tutto dedizione per i derelitti; tutto saggezza per gl'ignoranti; tutto eroismo per i reprobi. Tale avvenimento vuole essere degno compendio di un ciclo di vita spirituale, ormai ultra secolare, qui vissuto; virile proposito di continuare nell'avvenire, con rinnovellato fervore, in questo grazioso lembo di Abruzzo, l'opera benefica della Maestra Santa; prova eloquente vivo ed appassionato attaccamento a questo popolo, così palpitante di amore per le buone Maestre.

Da oltre un secolo Scurcola ha il privilegio e l'orgoglio di ospitare l'Istituto delle Maestre Pie Filippini. Tale vanto le deriva dal felice miraggio degli amministratori dell'antiva Università, che vollero assegnato a questo Istituto l'incarico di educare e di istruire la gioventù, dalla volontà dei benemeriti filantropi che fondarono istituzioni a pro dell'infanzia, affidandole alle cure ed alle direttive delle Maestre Pie; da una costante tradizione insita nella fede stessa ed incarnata nella stirpe, che volle perennemente legata alla gratitudine nostra l'opera insigne di queste figlie di Lucia Filippini, luce e guida nel cammino della perfezione: Chi non ha sentito in tanti anni il fascino soave che promana dalle brave Maestre dalla cattedra della scuola, attraverso una missione educativa, nobilmente sentita e sapientemente esercitata? Chi non ha seguito con slancio generoso l'incitamento al bene nella scia luminosa del loro apostolato? Chi, nelle vicende più affannose della vita, non ebbe conforto, aiuto sollecito e benefico, soccorso materiale e morale dalle buone fate della carità?

L'avvenimento odierno segna perciò non solo una fulgida tappa per la vita dell'Istituto, che inizia qui, sotto più lieti auspici, una nuova fase della sua attività, ma costituisce motivo di tripudio per noi, che vediamo nel nuovo edificio la pietra miliare del progresso morale e spirituale della nostra gioventù. Per questo molti cuori esultano, mentre la nuova casa, ricevendo la benedizione di Dio, si apre in un rigoglio di nuove speranze, tutta avvolta in un alone di luce, a maggior gloria della Grande Fondatrice. All'inaugurazione è presente la Reverendissima Madre Generale delle Maestre Pie Filippini, Suor Rosa Leoni, mirabile esempio di tenacia e di fede e suscitatrice inesauribile di energie. Sono anche presenti del Rev.me Consultrici Suor Augusta Basili e Suor Candida D'Agostini, l'Economa Generale Suor Annunziata Manzetti, la Provinciale Suor Maria Manni e Suor Adelaide lacovacci, tutte intervenute alla cerimonia. Questa ha inizio alle ore 8 con la celebrazione di una Messa piana da parte del Parroco Don Domenico D'Amico nella Cappella dell'Istituto, dedicata a Santa Lucia Filippini. Dopo l'Evangelo, il Rev. D'Amico pronunzia ispirate parole di saluto alla Madre Generale, compiacendosi della realizzazione della magnifica opera, che sarà campo di nuove conquiste spirituali, ed esprimendo voti augurali per i più fecondi risultati di essa.

Nel pomeriggio ha luogo uno squisito ricevimento cui partecipano numerosi intervenuti con a capo le autorità del luogo; tra esse notati: il Podestà Cav. Vitantonio Liberati, il Segretario Politico Dottor Emilio Ferrari, il Segretario del Comune Emilio Nuccitelli e signora, il Comandante la stazione dei RR.CC. signor Eugenio Pandolfi, il Dottor Enzo Franco e signora, il Dottor Oreste Cav. Di Giacomo, il Generale Emilio Cozzi e famiglia, il Colonnello Vincenzo Pallottino e famiglia, il Capitano Francesco Ruta e famiglia, l'Avv. Nicola Nuccitelli e famiglia, il Notaio Dott. Giuseppe Capparella, il Rag. Arnaldo Lombardozzi, il Direttore del Banco di Napoli e signora, il sig. Raffaele D'Agostino e signora, il sig. Giuseppe Nuccitelli e famiglia, il sig. Francesco Colucci e signora, il sig. Andrea Dauria, il sig. Nicola Nuccitelli ed altri.

Fervide parole di saluto, a nome dei presenti e della popolazione tutta, rivolge l'Avv. Nicola Nuccitelli il quale, con accenti di viva eloquenza, esalta l'opera dell'Istituto delle Maestre Pie, mettendo in rilievo l'alto valore educativo per la gioventù. E traendo dalla nuova opra l'augurio che per molti anni, ancora essa abbia ad essere feconda di bene per il nostro popolo. Una scelta orchestrina intanto va deliziando gl'intervenuti con l'esecuzione di uno squisito repertorio musicale. La nuova casa, alla cui costruzione ha presieduto con rara perizia di tecnico il Geometra Emilio Ferrari, consta di numerosi ambienti, tutti vasti e soleggiati, con terrazze, verande e giardino attiguo. È provvista di tutti gl'impianti sanitari ed è modernamente attrezzato da potersi considerare organicamente completa in rapporto alla sua particolare destinazione e sede dell'Istituto. Conferisce splendido decoro all'edifìcio la cui magnifica esposizione sulla strada Nazionale Tiburtina, in mezzo ad una estesa vegetazione, in perfetta armonia con amenità e la salubrità del luogo. Ci congratuliamo vivamente, ancora una volta con la Superiora locale Suor Anna Spalla e con le sue coadiutrici Suor Maria Nati, Suor Eulalia Gennari ed altre per la magnifica realizzazione augurando a loro il pieno conseguimento delle più alte aspirazioni onde nella pienezza delle più belle soddisfazioni nel campo dello spirito esse abbiano con somma leti­zia e ripetere: Hic manebimus optime.

EMILIO NUCCITELLI Segretario Comunale

Nell'Archivio della Casa di Via Roma, oggi numero civico 48, esiste una copia della pubblicazione LA MAESTRA SANTA, nell'opuscolo, all'articolo sopra riportato del resoconto del giorno dell'inaugurazione sei ottobre millenovecentotrentasei, c'è un'aggiunta a mano della Superiora Suor Anna Spalla, la quale con dovizia di particolari, ripercorre la Storia della casa di Via Roma 21. Ecco il manoscritto della Maestra Pia. Il 1 novembre 1933 tornavo dalla Messa e stavo per rientrare in casa, L’Ingegnere Achille Gasperini, incontrandomi, mi disse: Perché fare tutti i giorni e più volte al giorno questa salita? È stata messa in vendita la casa del Sig. Vittorio Nuccitelli dirimpetto al viale della stazione, vicino la mia, Potrebbero acquistarla le Maestre Pie. La proposta mi piacque; invitai l’Ingegnere ad entrare in casa nostra e ne parla anche in presenza delle mie due assistenti Suor Maria Nati e Suor Eulalia Gennari. Il prezzo della casa era di lire 58.000 (cinquantottomila). Dove prendersi questo denaro? L'ingegnere ci promise di occuparsi per farci avere il contributo dello Stato per la zona terremotata e, senza perder tempo, il giorno seguente mi recai a Roma per parlare con la Madre Generale e con l'Elemosiniere del Papa, Sua Eccellenza Mons. Carlo Cremonesi, Superiore dell'Istituto. Tanto l'una che l'altro furono molto comprensivi, ne riconobbero la necessità, specie per me che do­vevo scendere e salire tre volte al giorno, ordinariamente, per recarmi in Chiesa e all'Edificio Scolastico. Tornata a Scurcola si fece il compromesso, si diede la caparra di £ 10.000 (diecimila) e un mese dopo si stipulò l'atto di acquisto. Intanto l’Ingegnere faceva le pratiche per ottenere il contributo dello Staio e, grazie prima a Dio e poi al Gasperini, avemmo £ 46.000 (quarantaseimila) alle quali aggiungemmo £ 2.000 (duemila) e così pagammo il Nuccitelli.

La casa all'atto dell'acquisto, comprendeva uno scantinato, il piano terra e due stanze nel primo fianco, più l'orto. Facemmo subito completare il primo fianco di modo che nell'agosto 1935 la casa venne abitata. Il lavoro venne fatto in economia con le spese di £ 62.000 (sessantaduemila); in complesso la casa venne a costare £ 120.000 (centoventimila).

Fabbricato rurale 2° acquisto

Nel 1937 lo stesso Sig. Vittorio Nuccitelli mise in vendita il fabbricato rurale a destra della nostra casa. Anche qui intervenne l'Ingegnere Gasperini perché detto fabbricato fosse acquistato da noi allo scopo di toglierci la servitù che vi era. I Superiori maggiori permisero l'acquisto che ammontò a £ 20.000 (ventimila) firmato Suor Anna Spalla Superiora

Il complesso della nuova Casa fu intitolato a S. Giuseppe, dopo il trasferimento della Casa di Via Cavaliere Ansini, la stessa tornò a chiamarsi “Asilo Cav, Ansini”.

Proprio nella Casa di Via Roma esiste un registro tenuto dalle Superiori, in esso oltre ai nomi delle presenze, è riportata una relazione, tenuta da Suor Rosaria Logrieco, nella quale si esalta la Magnificenza di mons. Giuseppe Migone Elemosiniere di Sua Santità e Superiore ed Ordinario dell'Istituto, per il fattivo contributo dato allo sviluppo del complesso. Ecco la Relazione morale e finanziaria della casa sessennio 1948-1954: La casa di Scurcola Marsicana in provincia di Aquila, diocesi dei Marsi è situata in Via Roma, sulla strada provinciale ed appartiene alla Parrocchia della SS.ma Trinità. È di proprietà dell'Istituto che l’acquistò nel novembre 1933, pagandola in parte col contributo governativo concesso ai paesi terremotati, ed in parte con i risparmi che si venivano facendo dalle Maestre del luogo. Venne rimodernata ed ampliata di un piano ed il tutto venne a costare £ 120.000, Fu abitata nell'agosto del 1935. Nel dicembre 1937 si rese necessario !'acquisto di un rustico fabbricato prospiciente alla casa per togliere ogni servitù da parie di terzi e si ebbe per la somma di £ 20,000. Nell'Agosto del 1944, venuto a Scurcola il compianto Mons. Giuseppe Migone Elemosiniere di Sua Santità e Superiore ed Ordinario dell'Istituto, questi credette molto necessario istituire un Asilo infantile che raccogliesse tutti i bambini della parte bassa del paese ed immediatamente pose mano ai lavori trasformando il rustico fabbricato in un grande Asilo che subito venne rallegrato da 32 vispi bambini. Nel novembre del 1949 Sua Eccellenza Mons, Migone vedendo che l'Asilo da Lui creato, ma non dotato, non avrebbe avuto lunga durata senza mezzi di vita, lo arricchì del locale attiguo all'Asilo stesso messo in vendita dal proprietario. Nel luglio del 1950 il locale, da fienile com'era, venne trasformato in due signorili appartamenti da affittare nella stagione estiva onde ricavare quanto occorre per la vita dell'Asilo. Sua Eccellenza pensò anche alla parte ricreativa per l'Azione Cattolica e trasformò la scuderia del fabbricato in un grande bellissimo teatro. Il pianoterra restò da completare perché la morte colpì improvvisamente il nostro grande benefattore e la sistemazione di esso si viene facendo a piccoli tratti, perché non si hanno risorse. Per ora è stato fatto di nuovo l'Asilo: quello già esistente nel primo piano si è trasformato in un grande dormitorio per le bambine villeggianti. La spesa totale dei lavori fatti finora ammontano a £ 2.100.00, ricavate dagli affitti degli appartamenti, dalla pensione mensile della Madre Provinciale che insegnò a Scurcola 41 anni, da £ 300.000 avute dalla Cassa comune e da un milione avute dall'Elemosiniere e duecentomila avute dall'Elemosiniera Apostolica. Nella casa si osserva il Regolamento comune alle Maestre Pie; cioè si osservano le pratiche di pietà inerenti all'Istituto. Il ritiro mensile si fa quando nel mese si presenta qualche vacanza per la scuola. Le Maestre coadiuvano il Parroco nell'insegnamento del catechismo, nella preparazione dei bambini alla 1° Comunione e alla Cresima, assistono i fanciulli alla messa parrocchiale, curano tutti i rami di Azione Cattolica Gioventù Femminile e quant'altro si presenta da fare per la Parrocchia. In casa viene curato il lavoro di maglieria, di cucito, di ricamo per le giovani che frequentano il laboratorio. L'attivo della casa si compone dei seguenti cespiti: stipendio di una insegnante statale, esiguo ricavo dalla maglieria e laboratorio e affitti di locali. L’ultima annotazione del registro è del 23 settembre 2001, sono trascorsi 9 anni ed io Suor Enza Panico lascio questa Comunità di Scurcola M. con destinazione Pescara (casa Provinciale). Era la vigilia dell'inizio Novene in onore del­la festa "Madonna della Vittoria" quando arrivai in questa Comunità, mi accolsero le Maestre Suor Ida Mari, Suor Marianna Ciccotelli nell'anno 1992.

Oggi 23 Settembre lascio questa simpatica cittadina per andare dove l'obbedienza mi chiama.

Occupa il mio posto da responsabile Suor Maria Teresa Belmonte. La Comunità è formata, Superiora Suor Maria Teresa Belmonte, Insegnante Suor Giuseppina Lanza, Suor Mariannina Ciccotelli anziana di questa Comunità.

 

MAESTRE PIE ORIGINARIE DI SCURCOLA DECEDUTE

Suor Rosa Talone (n, 1796), Suor Elena Amici (ri. 1800), Suor Maria Elena Amici (n. 1801 m. 30-01-1879), Suor Maria Domenica Liberati (n. 1807 m. 21-11-1858), Suor Rosa Angela Di Pietro (n. 1814 m, 30-07-1893), Suor Felice Rossi (n. 1818 m. 11-06-1904), Suor Marta Saturni (n. 1802 m.13-10-1896), Suor Maria Domenica Rossi (n. 1825 m. 07-05-1909), Suor Ma­ria Domenica Silvestri (n, 1832 m. 05-10-1911), Suor Caterina Pierbattista (n. 1835 m. 27-01-1908), Suor Filomena Fallocco (n. 1836 m. 18-08-1861), Suor Giovanna Valente (1836-12-03-1913), Suor Filomena Pierbattista (N. 1839 M. 09-04-1866), Suor Firminia Oddi (n. 1880 m. 22-02-1932), Suor Angela Nuccitelli (n. 1891 m. 06-02-1965), Suor Carmela lellone (n. 1896 m. 13-03-1966), Suor Maria Frida Fortuna (n. 1919 m. 04-07-1944), Suor Antonina Pompei (n, 1892 m. 04-01-1966), Suor Crocifissa Maria Frezzini (n. 1892 m. 29-04-1962), Suor Teresa Nicolai (n. 1894 m. 22-06-1960), Suor Vittoria Nuccitelli (n. 1888 m. 16-05-1966), Suor Adelaide Nuccitelli (n. 1887 m. 30-10-1979), Suor Annina Nuccitelli (n. 1893 m. 28-05-1970), Suor Teresa Trombetta (n. 1897 m. 06-11-1920), Suor Giovannea Ansini (n. 1897 m. 22-04-1978), Suor Giovanni™ Falcone (n. 1909 m. 29-02-1988), Suor Vittoria Mastrocesare (n. 1891 m. 30-12-1968), Suor Maria Vit­toria Salvatori (n. 1916 m. 30-08-1974), Suor Giovannina Romano (n. 1915 m. 06-01-1998), Suor Giuseppina Fortuna (n. 1916 m. 06-02-1999), Suor Leondina Rosa Palma (n. 1923 m. 09-05-1992), Suor Anna Maria Nucci telli (n. 1922 m. 12-04-1998, Suor Maria Vittoria Palma (n. 1919 m. 09-06-1996), Suor Elvira Antonietta Frezzini (n. 1922 m. 15-03-2006), Suor Gh­iandina Orlandi (n. 1916 m. 03-04-2001), Suor Anna Orlandi (n. 1911 m. 26-05-1992), Suor Emilia Cerrone (n. 1937 m. 11-07-2006), Suor Angela Di Gasbarro (n. 1925 m, 06-09-2006), Suor Italia Orlandi (n. 1916 m. 14-05-2007), Suor Maria Giovanna Frezzini (n. 1926 m. 08-09-2007), Suor Zaira Frezzini (n. 1926 m. 14-08-2000), Suor Filomena Fortuna (n. 1923 m. 05-03-2008) n.b. (dall'archivio dell'Istituto è stato possibile ricavare solo i nominativi delle Maestre Pie Filippini defunte sopra riportate, secondo l'anno di nascita ).

 

MAESTRE PIE NATE A SCURCOLA VIVENTI

Suor Caterina Colucci, Suor Lelia Orlandi, Suor Maria Floriani e Suor Marsilia Di Gasbarro.

 

SUPERIORE DELLE MAESTRE PIE FILIPPINI IN SCURCOLA

DAL XX SECOLO

Suor Maria De Rossi, Suor Angela Baffetti, Suor Anna Camilli, Suor Anna Spalla, Suor Maria Nati, Suor Eulalia Gennari, Suor Rosaria Logrieco, Suor Antonietta Macali, Suor Michelina Tropiano, Suor Maria Logrippo, Suor Addolorata Monteduro, Suor Ida Salvemini, Suor Angela Recchia, Suor Lucia Punzirudu, Suor Maria Iovine, Suor Maddalena Speltri, Suor Maria Casale, Suor Incoronata Melucci, Suor Enza Panico e Suor Maria Teresa Belmonte.

 

 

 

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