Amèno centro della Provincia de l’Aquila, di circa 2.800 abitanti, è ubicata oltre il margine occidentale del Fucino, su un fianco e alle falde del Monte S. Nicola. Si estende su una superficie di 3.001 ettari, ad una quota di m. 700 s.l.m..

Dall’alto del Paese si domina la piana dei Campi Palentini che, nell’antichità, formava un unico lago con il Fucino. In mancanza di fonti storiche, ci viene in soccorso l’archeologia a testimoniare la presenza di vari insediamenti umani, risalenti fino a 3.500 anni orsono. Il nome Scurcola, di origine longobarda, appare per la prima volta nel 1150 d.C., sotto la forma “Sculcule”, come feudo della Famiglia “Da Ponte”. Il suo stemma, fatto molto singolare, è arrivato pressoché eguale fino a noi. E’ quello del Comune di Scurcola; essa comprende la frazione di Cappelle dei Marsi. Le origini di Scurcola precedono ampiamente la fondazione di Roma. A testimoniare questa lontana origine ci sono importanti ritrovamenti archeologici, risalenti tra l’età del bronzo e l’età del ferro, cioè intorno al 1.500-800 a.C..

Tra questi ritrovamenti più antichi, tutti in stato di ruderi, figurano: 1) il “centro fortificato italico”, situato sul Monte S. Nicola di Scurcola; 2) il “centro fortificato italico”, situato sul Monte S. Felice; 3) la grande necropoli, ora interrata, scoperta in località Cardosa di Scurcola; 4) il santuario italico-romano, ora interrato, in località S. Quirico; 5) il santuario italico-romano, visibile come grandi massi poligonali sparsi sul terreno, in valle San Giovanni. E’ il caso di aggiungere che il territorio tra Scurcola e Cappelle ha evidenziato molti altri siti archeologici, specie lungo la Valeria (S. Egidio, Conca d’oro, casale Falcone) e poi: Casa Madonna, Cappuccini, Prati di S. Lucia, Macerine, La Cava e Castello-recinto sotto Monte S. Felice, Pratelle o Cretaro, ecc.. Recenti ricerche archeologiche, condotte nella zona della necropoli, hanno fornito una serie di interessanti informazioni, a partire dallo stato di salute degli abitanti del tempo.